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Finito Drakensang

L’ho trovato, con pace del pur ottimo Mose’, un titolo carino ma nulla piu’.
Molti (troppi) combattimenti (quasi un h’n’s), una componente “crafting” inutile o quasi, caratterizzazione dei personaggi molto terra terra (simpatico Dranor, a tratti Jost, ma ammetto di non averli provati tutti. Del resto alcuni sono inutili, altri troppo scarsi), sistema di training delle abilita’ quasi inutile (visto che bastano sempre quelle basiche, rendendo le avanzate un mero esercizio di stile per i programmatori. E si spendono punti esperienza e ducati in maniera totalmente futile).
Ma ha alcuni punti di forza: un’ambientazione nuova ed originale (a parte per i tedeschi, visto che Das Schwarze Auge, o The Dark Eye, e’ un cola’ noterrimo gioco di ruolo), combattimenti talvolta (soprattutto verso la fine) decisamente tosti e che richiedono un buon party e molta tattica per affrontarli da vincitori.
Vale i soldi che costa? Decisamente, dannatamente SI!
Forse non di piu’, visto che la storia e’ banale e trita e ritrita (come il solito si impersona l’eroe, o l’eroina, che liberera’ il mondo dalla tirannia del malgagio… ehm, coff, coff… che liberera’ il mondo da un ardito complotto che vuole portare a compimento un tradimento iniziato secoli prima e che, se si realizza. potrebbe portare alla morte di tutte le Genti Nuove di Aventuria. O di Savona, a vostra scelta), scritta in maniera abbastanza carina all’inizio ma che, andando avanti, portera’ il giocatore piu’ scafato verso cocenti delusioni. Pessima traduzione italiana a parte, i dialoghi tavolta sfiorano il ridicolo.
Produzione e gioco “amatoriale” che da noi e’ venduto a un prezzo decisamente interessante.
Da provare, da giocare, da finire.

100 a 1 che l’anno prossimo esce Drakensang 2.
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