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Troppe fette per una torta piccola

Il marketshare per ogni MMORPG/MMOG che esce e’ sempre piu’ ridotto. Levando dal totale di 100 la corazzata World of Warcraft si nota che. ora come ora, ci siano tanti, troppi, titoli che si contendono le briciole lasciate dal colosso Blizzard. Stando alla lista di MMORPG.com abbiamo i seguenti Pay (scatola, abbonamento o entrambi) to Play (*):

A Tale in the Desert IV
Age of Conan
Aion
Anarchy Online
Asheron’s Call
Astonia III
Battleground Europe: WWII Online
Beyond Protocol
Champions Online
City of Heroes
City of Villains (questa e’ geniale: due MMORPG in concorrenza tra loro da parte dello stesso team)
Dark Age of Camelot
Darkfall
DarkSpace
Disney’s Toontown Online
Dofus
Dungeons & Dragons Online (server Codemasters)
EVE Online
EverQuest
EverQuest II (ci sarebbe anche EverQuest Online Adventures, ma e’ solo per PS2)
Fall of Rome
Fallen Earth
Faunasphere
Final Fantasy XI
Football Manager Live
Global Agenda
Graal Kingdoms
Guild Wars (in tutte le sue salse)
Hostile Space
Istaria: Chronicles of the Gifted
Jumpgate
Lineage
Lineage 2
Lord of the Rings Online
Meridian 59
Neocron 2
Nexus: The Kingdoms Of The Winds
Phantasy Star Universe
Pirates of the Burning Sea
Pirates of the Caribbean Online
Pixie Hollow
PlanetSide
Ragnarok Online
Rise
Ryzom
Savage Eden: The Battle For Laghaim
Shattered Galaxy
Star Trek Online
Star Wars Galaxies
StarQuest Online
The Realm Online
Tibia (normale e Micro Edition)
Ultima Online
Vanguard: Saga of Heroes
Warhammer Online: Age of Reckoning
Yohoho! Puzzle Pirates

Lista lunghetta, non e’ vero?
Ora, se a questi si aggiungono gli nmila F2P, i browser game, i giochi che devono uscire, altri annessi e connessi, la domanda sorge spontanea: ma chi glielo fa fare? Lo stesso vale se si restringe la lista ai dieci/quindici top titles.
Tolti i 10/15 milioni di giocatori di WoW (e che da li non si muovono se non, forse, per un altro MMORPG Blizzard), il resto della torta e’ cosi’ ristretto che se un gioco raggiunge il milione di account attivi e’ un immenso successo.
Poi ci sono titoli che vanno avanti e guadagnano bene anche senza avere un grosso bacino di utenza. Si pensi a EVE Online o a Tibia e ai tanti P2P che chiedono pochi dollari/euro/talleri di abbonamento mensile: spese di gestione minime, attenzione al cliente molto alta e, in molti casi, guadagni si ma bassi. Ma sempre meglio di certi progetti faraonici che sono naufragati in un mare di debiti.
Ora come ora conviene creare un nuovo MMORPG? Dipende: se si vuole fare l’anti World of Warcraft no, si e’ perso in partenza. O si hanno nuove idee o si implementano in maniera diversa e geniale idee gia’ presenti altrove o si lascia perdere. E non e’ detto che possedere una licenza per utilizzare un nome di richiamo sia sinonimo di successo: basta vedere come languono Age of Conan e Warhammer Online rispetto al piccolo EVE Online.
Inoltre ci soni troppi MMORPG, sia a pagamento che gratuiti, troppo centrati sul PvE e/o sul farming: errore madornale. Che male hanno fatto PvP, RvR, FvF, GvG e il crafting?

(*) Purtroppo molti titoli hanno la dicitura TBA (to be announced) al posto del fee da pagare. Posso capire i giochi appena usciti, ma quelli che sono fuori da tempo no. Ho messo quelli di cui sono sicuro sia richiesto il pagamento, gli altri TBA… va a indovinare che sono.

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