Una risposta pubblica

L’amico Juri ha scritto un commento interessante nel pot sotto a questo:

riponiamo le nostre speranze in Gerard e i polacchi! Gli unici che mi sembrano in grado di non tradire l’eredità dei grandi GDR del passato (flammino: sarà anche perché rifiutano di lavorre per console? eheh).Intanto è notizia dell’altra settimana che WoW ha raggiunto i 12 milioni di account attivi. Un gioco che – ricordiamolo – è uscito sei anni fa (riflammino: da parte di un’altra software house che dà poco spazio alle console…).

ah. è pure uscito questo interessante articolo: http://ealouse.wordpress.com/2010/10/12/hello-world/ che non si sa se è fake o no, ma che è comunque fortemente indicativo di come vanno le cose da certe parti… povero Old Republic…

che si fa toma? che mmorpg aspetteremo? il pessimismo dilaga…
– juri

Questo tuo commento mi porta a fare una riflessione piu’ ampia del mercato dei MMORPG, che avevo gia’ in mente da tempo. Allacciate le cinture che si parte,
Se si prende la lista giochi di MMORPG.com si scopre che esistono moltissimi titoli, siano essi in sviluppo che in beta o gold, siano essi a pagamento di fee o f2p o a microtransazioni. Inoltre stanno sviluppando un gioco che funzionera’ su dispositivi portatili come smartphone e tablet!
Il grosso problema, sia per chi pubblica che per chi sviluppa un nuovo gioco, e’ scontrarsi con questa lunghissima lista.
Un MMO e’ totalmente diverso da un single player. Se si va a scavare nei vecchi post su icgrpg, quelli dell’epoca d’oro dei crpg, si scopre che una domanda ricorrente, quando uno finiva un gioco, era: ed ora che mi consigliate?
Il fatto e’ che un gioco massivo multigiocatore online non ha praticamente fine, pertanto questa domanda si puo’ fare solo quando si e’ stufi di giocare sempre allo stesso titolo. Ma se lo sviluppatore e’ intelligente rilascia nuovi contenuti gratuiti in-game periodicamente, ed ogni tanto una bella espansione,
EverQuest II, giusto per fare un esempio, ha un cap limit, nella versione retail, al livello 200!
Questo puo’ essere un grosso ostacolo per chi inizia, ma anche uno sprone per giocare uno dei migliori MMO di tutti i tempi, un titolo che ha uno zoccolo duro di circa un milione di giocatori.
SoE, non contenta, ha creato anche una versione f2p del suo titolo di maggior successo. Peccato che, anche se e’ in beta, faccia schifo da tutte le parti.
D&DO in versione retail aveva dei grossi problemi. Turbine lo ha reso f2p ed ora sta avendo utili spaventosi. E lo stesso vale per la versione f2p di LOTRO. Gioco che, comunque, generava soldini gia’ quando era in versione retail con fee mensile.
(le versioni europee di DDO e di LOTRO sono, attualmente, solo a pagamento. E i server di D&DO si sono svuotati. Mentre per quanto riguarda LOTRO EU e’ interessante leggere certi post sul blog Misadventures in LOTRO)
Discutendo non molto tempo fa con il GM della mia ex gilda (che se scrivo Kinship non capisci, caro Juri :p) su LOTRO del mercato dei MMORPG, ho fatto presente alcune cose che, a mio avviso, sono ancora valide.
1) I giochi PvE based si assomigliano tutti, pertanto e’ perfettamente inutile star a cambiare titolo ogni due mesi. Se si trova un buon f2p ci si ferma li, pagare per farmare nmila dungeon uno simile all’altro non e’ molto intelligente.
2) Per quanto riguarda il PvP o si torna sui vecchi titoli (eg.: DAoC, magari su uno shard gratuito) oppure tanto vale giocare la parte multiplayer di un buon FPS. Quantomeno non si paga nulla se non la scatola. Oppure c’e’ l’ottimo Global Agenda, FPS online massivo con contenuti sia PvP (a squadre, ed e’ il cuore del gioco) che PvE. E anche qui si paga solo la scatola.
In un mondo dove esistono nmila f2p, prevalentemente orientali ma con qualche titolo europeo (Russia e Germania), dove esiste una corazzata come World of Warcraft che macina record su record, ha ancora senso produrre o sviluppare un nuovo MMO? Non siamo, forse, alla saturazione del mercato, con un’offerta maggiore rispetto alla domanda e con un inevitabile parcellizzazione degli utenti? Lottare contro WoW, EverQuest II, LOTRO, Age of Conan (altro gioco che non sono riuscito a sopportare), FFXI/XIV, EVE Online (eccetera, ma i nomi noti son sempre gli stessi) facendo un gioco PvE equivale a suicidarsi. Ma anche puntare su dinamiche puramente PvP non e’ molto logico. Una giusta miscela di ambo le componenti? Beh, ma non esiste gia’ Guild Wars, che non ha neppure un fee mensile? E, inoltre, e’ da parecchio che hanno annunciato il secondo capitolo, Guild Wars 2.
Per quanto riguarda le disavventure narrate nel tuo link ad EA LOUSE sui motivi del fallimento di WarHammer Online devo dire di esser stato, purtroppo, un ottimo profeta: ne parlai male, molto male, gia’ durante la fase di beta. L’hype creato intorno a questo titolo fu un’arma devastante! Tanto belli e divertenti erano i video di Paul Barnett (chissa se lavora ancora li) quanto deludente si rivelo’, ai miei occhi, il gioco. E non vale sparare conto la delocalizzazione (soprattutto se si vive negli States, il paese del capitalismo senza regole) o contro la fusione tra BioWare e Mythic, di cui avevo dato notizia sul blog. C’e’ una frase, presa dai commenti, che mi ha colpito:

Panic set in, and it suddenly had to be WOW 2.0

Un suicidio di una persona ha il costo di un’arma, un proiettile e di un funerale. Il suicidio di un MMORPG, perche’ di questo si tratta, costa svariati milioni di dollari.
Per quanto riguarda la prudenza di BioWare su SWTOR, io la trovo totalmente giustificata.
Da una parte il flop di Star Treck Online, dall’altra il successo di EVE Online (che ha uno zoccolo duro di circa 400.000 utenti fedeli), e poi l’annuncio di Guid Wars 2 (SWTOR dovrebbe mutuare molte idee dal primo GW, tra cui i “bot ncp” che ti accompagnano durante le quest).
Per quanto riguarda il mondo CRPG, si annuncia un ottimo 2011: The Witcher 2, Dragon Age 2 e Mass Effect 3 sono i titoloni dell’anno. Il tutto senza contare i giochi indie o quelli sviluppati da team minori (Drakensang 3?).
In tutto questo non ho realmente risposto alla tua domanda
“che si fa toma? che mmorpg aspetteremo? il pessimismo dilaga.”
In parte sono pessimista anche io, in parte il mio consiglio e’:
cerca nel passato, trova il MMO che ti e’ piaciuto di piu’ e ritornaci. E se si tratta di DAoC ti posso dare consigli sugli shard gratuiti 😉
Un consiglio valido sempre: il miglior modo per scegliere un gioco e’ quello di valutarne la community. Piu’ questa sara’ matura, scevra da bimbominkia, migliore sara’ la propria esperienza in gioco.
E’ vero che la gilda aiuta (ma nei giochi attuali quanto conta?), ma e’ l’insieme di tutti i giocatori che fa la differenza tra i vari giochi validi che ci sono.
  • Juri, per passato intendo MMO seri mai giocati (nel tuo caso, per esempio, EQ2). I nuovi sono troppo uguali ai vecchi, se non peggiori.
    Non ti consiglio di reinstallare DAoC (anche se…. io ci giochicchio ;)), ma di vedere se ci sono titoloni che ti manchino in bacheca.
    Sui f2p: c'e' molta fuffa, ma anche piccoli capolavori. Soprattutto tra quelli "made in europe". Giochi che prendono, fatti veramente bene, con una comunita' ottima.

  • utente anonimo

    non penso che la soluzione migliore sia tornare al passato, non nei mmorpg. Posso rigiocare un ultima VII, un'avventura lucas, anche un eye of the beholder, ma un mmorpg richiede un investimento, di tempo e attenzione, tale da non poter essere iniziato e poi lasciato dopo pochi giorni passato l'entusiasmo iniziale: almeno, io la vedo così.
    Gli stessi f2p non mi convincono, perché per me un mmorpg non è una cosa per passare il tempo (sennò mi basta un single player) ma qualcosa che deve coinvolgermi e farmici impegnare in modo costante, e questo richiede anche una cerca sicurezza che il gioco non mi abbandoni perché magari fallisce.
    Insomma, ho voglia di un mmorpg serio che duri un paio d'anni minimo, magari con la gente di un tempo, che mi manca un po' devo ammettere 😉

    ora come ora, informandomi, mi pare che solo guild wars 2 possa rientrare in questa categoria e lo sto seguendo con interesse… la bioware con old republic (e dragon age 2) mi pare sia impazzita per quello che sta combinando…

    – juri