La codardia del branco

Arrieccoli, i black blocs, dieci anni dopo Genova.
Rieccoli, con la loro codardia, le loro magliette nere e i loro brufolosi sederi dentro boxer firmati e le scarpe di marca.

Rieccoli, credendosi i nuovi rivoluzionari, i seguaci di Robespierre o di Lenin o di Bakunin ma facendo solo il gioco dei potenti di turno.
Rieccoli, i falsi rivoluzionari da stadio, con i volti coperti, come se Pancho Villa avesse avuto paura di mostrare al mondo i suoi baffoni.

Rieccoli, i codardi che si fanno scudo di chi la faccia ce la mette davvero, di chi ha il coraggio di dire e di fare mostrando al mondo il proprio volto indignato.
Rieccoli, perché la madre dei cretini è sempre incinta.
Rieccoli, come se nel Maggio ci fossero stati visi coperti.

Rieccoli, i figli spuri e i nipotini alcoolizzati di certo terrorismo senza colore, coloro che negano ad altri ogni libertà.

Rieccoli, i falsi e gli ipocriti.

Rieccoli, i figli del branco incapaci di generare pensieri posit… pensieri tout court.

Rieccoli, griffati da capo a piedi. Il problema di questi è che neanche morti sono buoni, perché se usati come concime farebbero appassire le piante.

Rieccoli, i cretini di oggi e gli idioti di domani.

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