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Italia, paese dell’assurdo

Se ci riflettiamo attentamente l’Italia è veramente il paese dell’assurdo. Ora abbiamo un governo tecnico, con persone preparate, competenti, professoroni, presidi e presidenti. Eppure la prima cosa che fanno per raggranellare un po’ di euro è vecchia quanto il mondo (quasi, suvvia): aumentare il prezzo della benzina. Un po’ quando nel medioevo aumentavano il prezzo del pedaggio sul ponte: ecco, lo stesso.
In quale altro paese occidentale un popolo che ama definirsi libero farebbe eleggere, senza poi fare una rivoluzione, una persona che possiede un impero editoriale e televisivo? Negli Stati Uniti o in Germania o in Francia o nel Regno Unito, paesi retti da note dittature komuniste, non può nemmeno candidarsi se non affida i suoi beni a un blind trust o li vende.
In quale altro paese in cui è presente tale tassa, un albergo di proprietà di una religione non paga l’ICI?
Abbiamo la classe politica più cara del mondo (stato più, stato meno), eppure questi vanno in televisione a dire che non è vero. Non gli crede neppure la buonanima di mia nonna, ma loro sperano d’incantare qualche beota.
In quale altro paese si prende una soglia che serve per preservare la salute dei cittadini e la si alza per tutelare gli interessi di qualche azienda? (questo avviene ovunque: la nostra tutela dobbiamo conquistarcela. Come? Semplice: rifiutando, in questo caso, di comprare ed usare smartphone 4G-LTE)
In quale altra nazione un ministro, scoperto con le mani dentro la marmellata, dichiarerebbe di non sapere chi gli ha comprato quella casa? Oh, ciccio, c’eri tu dal notaio od io?
Ma, dopotutto, questa è la nazione in cui ancora oggi diversi milioni di disperati credono alla versione del diversamente alto di Arcore su Ruby: per loro era, è e rimarrà la nipote di Mubarak. Fare prima una telefonata all’ambasciata egiziana a Roma pareva, ai loro occhi, da cafoni.
Siamo un vero e proprio parco divertimenti, mica un paese normale.

Pure il governo dei professoroni non è da meno di quello del bunga bunga e dei porcelli. Tra Malinconico (un nome, una garanzia) e Patroni Griffi (due cognomi come garanzia) è un revival dello scorso anno. Chissà se la saga continuerà prossimamente.

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