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Il più grande crimine del millennio

Esistevano un tempo tanti, tanti stati ed ognuno di questi batteva la moneta che gli serviva.
Chi franchi, chi marchi, chi peseta, chi dracme e chi lire. Se la politica, se il popolo, se l’industria, se il commercio avevano bisogno di soldi non si faceva altro che stamparli.
Ovviamente questo aumentava la spesa pubblica, ma creava ricchezza e posti di lavoro.
Oggi no, oggi c’è l’euro, c’è la BCE, c’è l’Unione Europea.

Oggi i nostri soldi (ma in realtà ci vengono concessi in prestito o ce li guadagniamo con il lavoro, e noi possiamo solo usarlo) ce li concedono come un favore che piove dall’alto e, contemporaneamente, si devono attuare politiche di bilancio decise altrove per poterli avere.
L’euro ha un grosso difetto di base: non è la moneta di una nazione bensì quella di un’aggregazione governata da alcuni burocrati e banchieri.
E’ forse giusto che a decidere delle nostre vite, delle nostre entrate, delle nostre spese siano delle persone sparse non solo per l’Europa ma per l’intero globo terracqueo?

Ma è sicuramente meglio lasciare la parola a Paolo Barnard, l’autore dello splendido saggio “Il più grande crimine“.
Buona visione, dura più di un’ora ma è essenziale per capire perché c’è l’Euro, perché c’è Monti, perché c’è la globalizzazione e tante altre cosette interessanti sulle nostre vite.

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