Incomunicabilità sociale

Nell’epoca degli smartphone e dei social network l’elemento che manca di più all’essere umano è la capacità di rapportarsi con i suoi simili nella realtà.
Siamo arrivati a non parlarci più in faccia ma a comunicare tra noi tramite telefono. Che gusto c’è, per esempio, in una litigata via iPhone? Perché non sappiamo più dire “vaffanculo” in faccia alla gente ma, in compenso, lo scriviamo su blog, faccialibro, cinguettio e tutubi?

FB e la privacy: un reciproco rapporto d’odio

Perché siamo arrivati all’assurdo di non comunicare più i sentimenti che proviamo nei confronti di una persona ma, in compenso, la mettiamo in lista amici anche se il desiderio più pio che proviamo nei suoi confronti è una morte lenta e dolorosa?
Perché non sappiamo più dire “ti amo”, “ti odio” od altro ma, in compenso, cerchiamo scappatelle su siti specializzati? Perché abbiamo paura, una paura fottuta, dei rapporti intepersonali?

Perché le aziende non ti vogliono vendere più un prodotto ma la necessità, il desidero dello stesso? Perché ormai i beni sono uno la fotocopia dell’altro, probabilmente prodotti tutti dalla stessa azienda cinese.

Realtà aumentata

Ormai siamo cervelli in centrifuga, all’ammasso, che lodiamo tecnologie obsolete come il 3D, che applaudiamo ad ogni minchiata sulla realtà aumentata perché il vero reale ci fa paura.
Noi viviamo, ma in realtà odiamo la vita: odiamo i dolori ma, anche, le gioie che essa ci da.
Un tempo, quand’ero ragazzo, si correva a giocare ai giardini a nascondino, agli indiani e cowboy, a guardia e ladri, a mondo, ad acchiappabandiera.
Ora no, ci si rinchiude in casa come coglioni davanti alla TV, alla playstation, alla x-box, alla wii o ad altre nerdate tecnologiche.

A proposito di Instagram, il 10 aprile è stata comprata, per un miliardo di dollari, da Facebook. Il Fuhrer commenta la notizia:

Idioti che esibiscono il loro smartphone da centinaia di euro che usano, poi, per telefonare e mandare SMS, come se fosse un dannato cellulare da 30 euro. Oppure spendono i soldi per il contenitore ma i contenuti li scaricano, gratis ed illegalmente. Perché fa figo avere il terminale che ti costa quanto una rata del mutuo della casa, ma perché pagare per le applicazioni?

La mia realtà preferita… una delle 🙂

Non so voi, ma io ho una voglia pazzesca di fottermene altamente le palle delle reti sociali a cui, peraltro, non sono iscritto (con l’esclusione di Flickr, Picasa e YouTube, che sono specialistiche) e di cominciare di nuovo a vivere. Perché farà forse piacere un +1 o un “add a friend”; ma quanto è più bella una serata passata con amici reali?