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Non vedo l’ora che finiscano le elezioni

sarà capitato anche a voi di avere un cas… canzone sbagliata, chiedo scusa. Però con queste elezioni, quasi erezioni, non ci si capisce più nulla. A parte il MoVimento 5 Stelle e Fermare il Declino è tutto un casino inaudito.

Da una parte, a destra, c’è Berlusconi presidente ma non premier forse ministro dell’Economia e TreMonti premier ma forse no e allora Alfano ma TreMonti che fa, lo chaffeur?

In mezzo una fetta di prosciutto scaduto, Mariomonti che si scrive tutto attaccato al contrario di imbe cille, tra due fette di pane molto stantio: Fini e Casini. Tre totani con parenti ed affini in lotta per poche poltrone.

Nel centrosinistra Bersani flirta con Mariomonti (si scrive sempre tutto attaccato, come la sincope che verrà a Vendola e Casini al loro primo bacio in bocca) mente Vendola prima si incazza, poi no, poi si, poi se abiura, poi forse, poi mah, poi mi devo consultare con la base, poi il gomito fa contatto con il ginocchio: una bella arrampicata sugli specchi da record del mondo. Soprattutto se si considera che Vendola è omosessuale e l’UDC uno dei partiti più omofobici d’Italia. Il tutto tacendo di Ingroia che desiste, non desiste, desiste, non desiste sfogliando la Margherita di partitini vecchi più di Enoch. E di MontePaschiSiena. Perché il PD fa il PD e le banche fanno le banche. Si, poi ci racconta quella di Cenerentola per la buonanotte.

Il tutto tacendo di Pannella che, per amor di poltrona, accetta due posti all’ombra del Gran democratico Stara… Storace, ma poi no di questi per motivi (ROTFL) “tecnici”.

Beh, mi potresti obiettare, che ti lamenti che te la stai ridendo sotto i baffi (che non ho più da una vita) e ti diverti un mondo?

Si, se fossimo a parlar di cabaret, di café chantant o di frizzi e lazzi avresti ragione. Il problema è che la res publica, l’amministrazione del bene pubblico, e la politica sono troppo importanti per essere lasciati in mano a buffoni tristi senza arte ne parte. E almeno fossero il Joker avrebbero il loro perché, invece calcano teatrini e circhi di periferia, lungo un viale del tramonto che, purtroppo, non è solo il loro ma anche quello dell’Italia. Che, ovviamente, loro non son stati: no, no, no, han la giustificazione del genitore o di chi ne fa le feci (no, non è un typo).

No, basta, torniamo a palare di cose serie, di territorio, di politica dalla periferia al centro. Torniamo alle origini, alle comunali ed alle regionali, alla TAV da non fare, al terzo valico nel culo di quel mentecatto di Burlando, della Gronda nella testa vuota di Marcodoria (che si scrive tutto attaccato come Mariomonti, e per le stesse ragioni). Di IREN, di raccolta differenziata e di tutti quegli argomenti, per esempio i bilanci dei comuni che piacciono tanto all’amico Paolo, che fanno la differenza tra noi e loro, tra chi ha cuore gli interessi di tutti e di chi solo quelli dei loro amichetti del quartierino.

E tu da che parte stai?

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