Vorrei ma non posso

C’è un movimento politico, in Italia, molto vecchio, trasversale a tutti gli schieramenti: è quello del “vorrei ma non posso“.
Il suo massimo rappresentante è, indubbiamente, Silvio Berlusconi, che avrebbe fatto molte opere utili per noi italiani se non glielo avessero impedito, in ordine rigorosamente casuale: Lega Nord, UDC, Gianfranco Fini, la magistratura rossa (sempre detto che l’ermellino non andava bene), il clero, l’Europa, il gomito che fa contatto con il ginocchio, il doppiomento, i sindacati di sinistra, la cicatrice non cicatrizzata, i sindacati di destra, i sette nani coalizzati con Gargamella (quello dei Puffi), l’ufficio reclami, i sindacati di centro, il Presidente, la troppa democrazia, la mancanza di democrazia, la mancanza di tempo perché prima mi devo occupare degli affari miei, Tremonti, Monti semplice, eccetera. Ha sempre promesso mare e Monti, ma ha mantenuto solo la seconda parte. Purtroppo.

Non che il centrosinistra sia messo meglio: Prodi aveva nemici interni (D’Alema, Amato), coalizzati (Mastella, Di Pietro), esterni (leggete l’elenco sopra e scremate) ed esteri (l’interno Universo, paralleli inclusi).
E Monti? Oltre a Bersani&Berlusconi che lo tiravano per la giacchetta, oltre a Casini e Fini che si mettevano di traverso, oltre “ce lo chiede l’Europa” (dove? come? ma quando mai?) ha avuto tutti contro. Non andava d’accordo neppure con se stesso.
Eppure arrieccoli, quelli del “vorrei ma non posso”: ricoalizzati con altre forze politiche con cui, inevitabilmente, litigheranno, in un eterno “vengo anch’io, no tu no” dove chi ci va di mezzo siamo sempre e solo noi italiani.
Che poi: glielo prescrive il dottore di coalizzarsi con altri di cui condividono poco o nulla, con cui litigheranno inevitabilmente?
Sembra che sia più importante vincere le elezioni purchessia piuttosto che governare bene. Purtroppo non è così, cari vecchi e stravecchi che ci succhiate sangue da venti e più anni: è importante governare bene.
Mi si dirà: ma se non vinco le elezioni non posso governare. Si, perché vincendole con una galassia di partiti e/o partitini di contorno pensi di poterlo fare?
Basta bipolarismo, tripolarismo, quadripolarismo con inciucio e scorzetta di limone.
E’ tempo di cambiare, di voltare pagina, di votare persone oneste: italiani votati da italiani che perseguono l’interesse comune italiano.
Altrimenti è inutile che vi piangiate addosso: il “vorrei ma non posso” l’avete votato voi.

Non sono un liberista, bensì un liberale (e non è la stessa cosa!), però Bersani delira:
bersy