La faccia sporca della guerra

Se Kathryn Bigelow, in The Hurt Locker, ci ha ritratto la faccia stanca di una guerra sbagliata; Brian De Palma, in Redacted, ce ne mostra il lato oscuro.

Film per stomaci molto ma molto forti, quello del regista italoamericano, dove si mischia la brutalità della guerra a quella dei soldati.
Ambientato nella bella Samarra, ci mostra di come i vincitori fanno quello che vogliono sui vinti, senza pagarne dazio se non, talvolta, con la vita di altri innocenti.

Quello di De Palma è un film molto particolare, girato senza grandi mezzi, e sembra ripreso da una telecamera economica. Perché di tutti i protagonisti occulti di questo film, quello principale è proprio lei.
Una specie di diario di guerra, che ricalca a grandi linee quelli girati in 8mm ai tempi del Vietnam, del soldato semplice Salazaar; che si tramuta, con il passare del tempo, nel più grande incubo che abbiate mai potuto vedere.

Film banalmente geniale, che rinuncia alla spettacolarizzazione hollywoodiana a favore di una narrazione più semplice ma, contemporaneamente, più cattiva e cruda: la verità non ha bisogno di lustrini e paillettes per apparire quello che è.

Pellicola per certi versi “datata”, pertanto (dopotutto cita Vittime di Guerra dello stesso De Palma), ma anche molto moderna: l’uso dei blog, dei siti, dei “tubi” mostrano la nuova faccia dell’informazione: quella che ingenuamente crediamo meno facilmente censurabile ma, invece, sottoposta a pesante opera di redazione preventiva da parte della macchina mediatica dell’esercito statunitense. E ci dimostra inoltre come le cattive abitudini, nell’esercito a stelle e strisce, siano dure a morire: il buono viene spremuto ed i cattivi quasi lasciati in pace.

Un film da vedere per capire come quello che ci propinano i media tradizionali, ma anche quelli alternativi, non sempre è la verità o si avvicina ad esserlo. Una pellicola importante e scomoda, girata da un regista che raramente è stato simpatico all’establishment militare ed affaristico d’oltre oceano. Un film d’arte, che mischia Kubrick al documentario francese ed al docudrama.
La parte finale, poi, è il parto di un grande cineasta a cui gli utenti statunitensi regalano, su IMDB, una media di 4,7: il lavaggio al cervello operato da NewsCorp (Murdoch) e W ha funzionato molto bene sui pochi neuroni rimasti, quando presenti, ai cittadini americani.

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