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@robertalombardi @vitocrimi @Mov5Stelle @BeppeGrillo2013 Gli errori a 5 Stelle
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@robertalombardi @vitocrimi @Mov5Stelle @BeppeGrillo2013 Gli errori a 5 Stelle

No, non mi interessa tornare sopra all’elezione di Grasso: chi ha avuto ha avuto, chi ha dato ha dato, scordiamoci il passato.
Il fatto è, essenzialmente, la mancanza di comunicazione tra gli eletti e la base.
E’ altrettanto vero che tra gli elettori, soprattutto gli attivisti, ci sono talmente tante correnti di pensiero (dai possibilisti ai celopuristi passando per ogni possibile ed inimmaginabile sfumatura di grigio) da far impallidire la vecchia Democrazia Cristiana. Però è innegabile il fatto che, ad oggi, non vi sia modo per noi elettori, e soprattutto per noi attivisti che abbiamo reso possibile il sogno di avere il 25% dell’elettorato dalla nostra parte, di interloquire con i nostri parlamentari.
Perché se è vero che l’Articolo 67 della Costituzione recita

Ogni membro del Parlamento rappresenta la Nazione ed esercita le sue funzioni senza vincolo di mandato

è altrettanto vero che il limite di mandato non può, non dev’essere solo e soltanto Beppe Grillo. Altrimenti ci riduciamo come il PDL: un padre-padrone che comanda e latranti cani sciolti ubbidienti (sia i parlamentari che i celopurisi che stanno infestando blog e forum impedendo ogni forma di dialogo). Se è così ditemelo immediatamente: da liberale e antiberlusconiano da sempre mi ci vuol poco a lasciare il MoVimento 5 Stelle. E non sarei l’unico: no ai capi-re e no ai realisti più realisti del re.
Non dico che Beppe non debba metterci parola, affermo che la sua dev’essere pari a quella di ogni altro militante e attivista: LiquidFeedback (o software analogo) ora, subito, anzi prima.
Accounted, accountd, accounted, dovete essere tutti accounted e dialogare con noi, e non usare i pochi strumenti a disposizione (social network, come se tutti gli attivisti avessero tempo per usarli…) per farci cadere da Roma stille d’infinita saggezza: mi ci pulisco il culo!
L’altro errore è di tipo strategico: siamo una Repubblica Parlamentare, giusto?
Anche se i presidenti dei due rami del Parlamento, in spregio ad ogni dettame, non hanno ancora nominato le Commissioni (attenzione: alcune vanno per prassi, ma non de iure, alle opposizioni, ma si dice che senza un governo non si può definire chi è all’opposizione. Aspettate: il governo in proroga da chi è stato creato? Ecco, 2+2 fa sempre 4) i nostri parlamentari a 5 Stelle avrebbero dovuto letteralmente bombardare il parlamento con disegni di legge per far avviare le riforme, il cambiamento a 5 Stelle.
Ci sono 20 punti programmatici, giusto? E’ così difficile tramutarli in altrettanti disegni di legge parlamentare e far si che questa manica di addormentati si metta a lavorare, votando a favore o contro?
Oppure regna l’incapacità di fare la benché minima cosa perché si ha paura di scatenare le ire di Grillo?
Ragazzi, sveglia, capisco il desiderio di visitare la città Eterna, ma siete stati eletti per lavorare e non attendere quello che fanno gli altri!
Altro che i saggi di Napolitano, avreste dovuto prendere voi l’iniziativa e lasciarlo con un cerino bagnato in mano.
E geniale l’idea, non so a chi sia venuta, di dire “il nome lo facciamo dopo”. Dopo quando? Il 25 aprile? il primo maggio? a ferragosto? a Natale del 2056?
Sveglia!
Vi do un input: perché non lavorare già da ora (anzi, già dall’altro ieri!) sull’ineleggibilità di Silvio Berlusconi? Magari preparando, parallelamente, una legge sul conflitto d’interessi che comprenda pure i troppi affari del PD: dalla Lega Coop alle banche ed assicurazioni. A quel punto si che ci sarebbe da ridere.

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