Ripensando il blog

ma il mio mestiere è vivere la vita
che sia di tutti i giorni o sconosciuta;

Così cantava il grande, l’immortale Lucio in “Una donna per amico”

Ebbene, qualche giorno fa stavo leggendo questo interessante spunto di Riccardo Esposito sui blogger e sul blogging, e mi si è accesa una luce.
Questo blog nacque svariati anni fa come sfogo narrativo per le mie (dis)avventure in ambito MMORPG, e poi si allargò ai videogiochi in generale.
La versione odierna, dopotutto la vita è fatta di svolte, è principalmente politica (e polemica, ma è una vis che ho sempre avuto). Una spruzzata di musica, una di cinema, videogiochi ed argomenti vari come frasi celebri o poco altro.
Si, anche perché altri argomenti, come i viaggi o le recensioni dei ristoranti, stanno da un’altra parte.
Però quello che ho notato è che, preso dall’orgasmo dello scrivere a qualsiasi costo, della quantità di bit immessi, che ho sacrificato di molto la qualità.
Non sempre, però mi accade sempre più spesso di tappare una giornata con un video o con delle immaginette simpatiche ma che trasmettono poco o nulla, perché già rimbalzate nella rete in decine (o centinaia) di altri blog, per pagine Facebook, per cinguettii o attraverso altri egli innumerevoli canali che permette la rete.
Puntare più sulla qualità che sulla quantità non solo si può, ma si deve.
Ce la farò?
Spero di si, temo di no: il cazzaro che è in me potrebbe tentare di prendere il sopravvento e riuscirci ad ogni costo.

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