Un pesce fuor d’acqua

seafoodDopo il coreano Leafie ecco il malese “Sea(See)food”, favola marina ed ecologista in 3D.
Per certi versi segue gli stilemi classici del genere, con ovvie contaminazioni locali (ed arabe, è co-prodotto da Al Jazeera), per altri li abbandona e ci fa volare verso la dove mai la nostra fantasia avrebbe mai pensato di recarsi.
Ad una prima metà del film estremamente didascalica e, a mio avviso, noiosa; ecco che arriva l’azione grazie al piccolo squalo martello Pup ed agli abitanti del reef.
Pesci che non hanno solamente i nemici classici da cui guardarsi: l’uomo predatore e l’inquinamento. No, i nostri amici malesi ne aggiungono uno nuovo, che viene da molto, molto sotto le profondità oceaniche.
Purtroppo Seafood è riuscito a metà: non è paragonabile ai classici di animazione tridimensionale occidentale, che sono più completi; e manca totalmente della magia dell’animazione bidimensionale.
Da vedere o da buttare?
Nessuna delle due: un film per la famiglia ma non una pellicola adatta agli appassionati del genere d’animazione. Oddio, se proprio volete vederlo preparate abbondante dose di caffè, perché la prima parte è noiosa e molto, molto per l’infanzia.
Come personaggi sono estremamente ben fatti quelli dei due protagonisti Pup e Julius (per tacer del polpo); mentre mancano di nerbo quelli dei cattivi, che sono troppo poco delineati e non ci vengono affatto presentati.
Se da un lato ho gioito per quel piccolo gioiello di Leafie, dall’altro mi rammarico per la mancata occasione di fare di Seafood il Nemo dagli occhi a mandorla.

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