Ricatto totale

Se io non sono io, chi diavolo sono?

total recall

Prendete un mediocre videogioco d’azione con ambientazione futuribile – ce ne sono a bizzeffe -, trasportatelo su pellicola ed avrete quello che avrebbe dovuto essere il successore spirituale del leggendario film di Verhoeven con Arnold Schwarzenegger, (molto) liberamente basato su un bellissimo racconto di Philip K. Dick, e che invece si dimostra l’ennesima pellicola inutile che, probabilmente, deve i suoi cinque secondi di gloria più per l’omonimia (pericolosa) con un film leggenda che per altro.

Lasciamo perdere l’impari confronto sui protagonisti: Farrell, pur essendo un bravo attore, non è Arnold. Punto, due punti, punto e virgola. E se il secondo è il prodromo della forza bruta, il primo basa il suo personaggio più sull’astuzia e l’agilità ma senza la classe e la vis comica del suo predecessore: modi diametralmente opposti d’interpretare un ruolo simile.

Il film ci mostra un futuro cupo, postapocalittico, dove l’umanità o è emigrata in colonie spaziali oppure abita in due luoghi terrestri tra loro agli antipodi. Da una parte l’Unione Federale Britannica, dall’altro la Colonia. Nord e Sud, scontro di culture e di idee: lavoratori a basso salario contro datori di lavoro semischiavisti, capitalismo e comunismo, alfa e omega, vita e morte.

In tutto questo si inserisce un duplice concetto di vita: l’essere e l’apparire. Quello che sei in realtà può esser stato manipolati da qualcuno: idee, ricordi. Tutto quello che è nel tuo cervello viene prelevato, mixato, cambiato e reimpiantato. Domande come chi dove, come, quando e perché possono non aver senso se quello che sei non è quello che sei. Concetto che il film avrebbe potuto svolgere in maniera intelligente, invece di essere un mero concentrato di banalità retoriche, effetti speciali e sceneggiatura vomitevole.

Se uno pensava di aver già assistito al peggio con 007 Skyfall, ecco che questa pellicola ci dimostra come al peggio non c’è mai fine.

Se proprio dobbiamo salvare qualcosa di questa pellicola infima è Kate Beckinsale: un misto di grazia, bellezza ed agilità unico al mondo. Capacità recitativa? Qui non serve, è un lungo spottone ai limiti del ridicolo.

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