E lo chiameranno Genoveffa

Enrico Letta, il nipote di suo zio, l’ha fatto!
(forse, deve esser ancora approvato dal Parlamento)
Vi state chiedendo, in fremente attesa: cosa?
Dare lavoro ai giovani? Si, e Ruby è veramente la nipote di Mubarak.
Risolvere il problema esodati creato dalla Fornero con i voti, anche, del PD? Si, e al Polo Sud pascolano pecore.
Dare incentivi fiscali a chi investe in ricerca e sviluppo? Si, e l’apposita agenzia (c’è sempre un’apposita agenzia) sarà diretta dal signor Spock, e il suo vice sarà, in omaggio alle pari opportunità, Uhura.
Forse che forse chiudono i cantieri della TAV e si contenteranno sul traffico locale e dei pendolari, visto come sono mal messi quei treni? Più avanti, quando il Vaticano accetterà come interprete della Madre del Cristo la ex pornodiva Ilona Staller.
E allora cosa faranno di così molto più importante di tutto questo?
Rullo di trombe, fischio di tamburi (con alLetta tutto è possibile): hanno abolito il finanziamento pubblico ai partiti.
No, fermi, non esultate, il finanziamento pubblico ai partiti l’abbiamo eliminato noi italiani nel 1993, con un bel referendum.
E vero che lo reintrodussero sotto il nome di rimborsi elettorali (ed era tutto fuorché dei rimborsi: se spendi N non puoi ricevere N^48, no? Ma loro si basarono sul computo dei voti: ogni voto, N lire/euro di rimborso. Strana bestia la matematica politica. O forse pollitica), ma in teoria (in pratica, come testé dimostrato, no) è una cosa diversa.
Orbene, magari lo fanno perché ne sentono la necessità. perché lo trovano giusto ed onesto.
Fossimo in un altro universo, dove girano autostoppisti con una guida galattica sottobraccio, vi darei ragione.
Ma, ahimè, siamo in Italia, e nulla si fa senza un reale tornaconto.
1) levare al MoVimento 5 Stelle una delle sue storiche battaglie
2) spuntare a Sottiletta Renzi le alucce con le quali vorrebbe vincere le prossime primarie.
Vabbé, Renzi se non le fa nel PD le farà nel PDL: per lui è tutto uguale, il piccolo Silvio Massimo jr 2.0 fa solo finta di essere di finto centrosinistra: lui è di destra. Ma, dopotutto, a noi fotte sostanzialmente sega dell’abecretino di Firenze.
Invece guardiamo a casetta nostra.
Anzi, no, prima guardiamo in casa di alLetta. Il segretario del PD, Wilfrida Epifania, dichiarò al TG3 in chiusura di campagna elettorale per il sindaco di Roma:

Penso che il finanziamento pubblico dei partiti sia una norma in sé giusta, in tutta Europa c’è, ma dobbiamo renderci conto che in un momento in cui la gente non ce la fa la politica deve avere un sovrappiù di responsabilità e bisogna comportarsi con sobrietà di scelte anche in materia finanziaria… “l’importante è che si trovino finanziamenti liberi verso i propri partiti ed è giusto che tutto sia trasparente e assolutamente democratico… sparire gradatamente.

Quanto detto da Epifania mi ricorda alquanto la presa per il culo nei confronti degli elettori da parte dei deputati vicini a Sottiletta Renzi.
E se si legge bene il tweet di alLetta con cui annunciò la svolta storica nella politica italiana


si nota una frase come

“Ora la ragioneria deve preparare le norme fiscali del ddl.”

La leggendaria ragioneria dello Stato.
La quale, scusatemi la domanda da perfetto idiota: che ci azzecca con i partiti? Sono soldi che si risparmiano, non che si spendono in più.
Ma il nostro alLetta una ne fa e cento ne pensa.
Perché, dopotutto, i partiti i soldi da qualche parte li devono prendere.
Il MoVimento 5 Stelle si autofinanzia con le donazioni degli attivisti, sta a vedere che Er Nipota (se c’è il Trota, ci dev’essere anche il Nipote) stavolta ci copia… macché
La pensata geniale è:
incentivi fiscali a chi finanzia i partiti.
Perché darli a chi assume, a chi investe in ricerca e sviluppo, a chi fa impresa e rischia, a chi ha necessità di accedere a dei fondi per le PMI?
Perché fare il bene dell’Italia quando si può fare quello dei partiti?
E lo chiameranno Genoveffa!
Si, perché, invece che farlo subito, immediatamente, ora, adesso, ieri, l’altroieri, se la prendono con calma.
Dopotutto l’aveva chiesto la Segretaria del PD, Wilfrida Epifania, l’han ribattuto i renziani con l’uscita morbida (lo so che è il contrario, ma Wilfrida è pure sempre la Segretaria del Nipote).
Si, perché fare le cose subito se ci si possono impiegare 3 anni, se le apparizioni televisive e le sedi dei partiti saranno a carico del contribuente (cioè nostro!), e lo stesso vale per le telefonate (acqua, luce e gas li pagheranno o no?)e nel caso di silenzio sulla destinazione del 2*1000 (Stato o partiti), questi saranno destinati automaticamente ai secondi!
Per la serie: chi se ne fotte delle esigenze dello Stato e degli italiani, prima i partiti!

Mentre il PDL dice che questa legge avrà solo effetti negativi (si, per noi italiani); il PD, da buon partito di destra, si appresta a licenziare 180 dipendenti.
Però Giovanna Melandri… ma di (not only)lei (s)parlerò in apposito articolo.

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