Il potere per il potere

Non esiste nulla di più falso dell’affermare che il potere fa male.
Non è il potere in se ad essere il male, ma l’uso che se ne fa.
Lapalissiano? Si.
Ovvio? Pure.
Eppure chi è che non pensa che il potere, di se e in se, non sia l’incarnazione terrena del Maligno, del Demonio, del Male Assoluto?
Ebbene, chi lo pensa sbaglia clamorosamente.
Se chi detiene il potere, sia esso un governo espressione della volontà popolare che un despota, agisce per il bene e nell’interesse del paese, dei suoi cittadini egli userà il potere nella maniera migliore e più giusta che ci sia.
Chi invece usa il potere per accrescere il prestigio personale, per arricchirsi, per volere più potere fregandosene, se non raramente in minima parte, del paese e dei suoi abitanti lo usa nella maniera più bieca e meschina possibile.
Se poi al potere del governare se ne intrecciano altri, nazionali e/o sovranazionali, che non intendono fare gli interessi del paese e dei suoi abitanti, ma usano il potere per il piacere del potere, per maggior gloria personale e/o delle istituzioni sovranazionali che rappresentano, allora essi si pongono al di fuori della legittimità democratica, divenendo non solo strumento di odio (e fin li passi), ma anche di violenza personale.
Violenza giustificata e legittima, perché ad essere ingiustificati ed illegali sono loro.
E lo stesso vale quando il potere usa la sua forza non per proteggere il popolo ma per manganellarlo.

Stefania Glorioso

Però se si vuole costruire un futuro migliore, se si vuole creare posti di lavoro, una nazione ecosostenibile, a rifiuti zero, a chilometri zero, senza F35, senza grandi opere inutili c’è un solo modo per farlo: essere, diventare potere.
E ci sono due modi di farlo (rivoluzione armata a parte):
1) si ottengono così tanti voti che si fa quello che si vuole (esattamente quello che stanno facendo ora PDPDLSceltaCiNica, per gli amici PUd€ Partito Unico dell’Euro)
2) ci si sporca le mani, per ottenere qualcosa oggi e qualcos’altro domani.
Se conoscete una terza soluzione fatemela sapere, perché a me sfugge.