La crisi della mezza età

Fare il seguito di un gran gioco è un grosso rischio: o si ripete il capolavoro o si deludono i videogiocatori.
I ragazzi autori non solo del primo capitolo della serie ma anche del Classico Far Cry che strada hanno intrapreso con questa seconda puntata della (per ora?) trilogia sull’invasione aliena?
Se il primo, ambientato in un’isola della Corea del Nord, è stato un grandissimo gioco che ha ottenuto elogi da critica e pubblico; che succede con il secondo capitolo, ambientato nella grande mela (New York, per chi non l’avesse capito): critica, pubblico, entrambi o nessuno dei due?
Andiamo avanti e recensiamo questo gioco non più giovine ma neppure troppo vecchio.

01

Gameplay

Crysis 2 è, come tutti i titoli Crytek che ho giocato finora, un classico FPS per quanto riguarda questo aspetto.
Tasti ampiamente configurabili a piacere, discreta scelta di modalità di gioco, diversi tipi di difficoltà: direi che non manca nulla.
Si può essere il Rambo della situazione; con la nanotuta in modalità corazza, mitragliatore pesante in braccio e fuoco a volontà; oppure scegliere di fare il demolitore con armi più che pesanti; oppure, la mia scelta classica, di fare il cecchino usando l’invisibilità.
Per tacere delle possibilità di personalizzazione della tuta stessa, alcune utili, altre inutili, altre ancora usabili a seconda della modalità di gioco che si vuol adottare.
Forse l’unica pecca è il modo di guadagnare i “nanopunti”: uccidendo i nemici (ma solo i un particolare tipo, ossia i Ceph) ed andando entro un certo lasso di tempo a raccoglierli. Non tutti hanno fretta, pensare anche a noi pigri&distratti no, eh?
E già che ci siamo parliamo degli avversari.
In questo gioco ne abbiamo di due tipi:
1) umani, i CELL, comandati da Lockhart. Per la serie “la fiera delle banalità”, sono dei minchioni totali
2) alieni, i (brutti) Ceph. Decisamente più tosti da ammazzare, più variegati, con possibilità d’occultamento.
Mentre i primi sono noiosissimi; i secondi possono portare alla pazzia, soprattutto verso la fine del gioco.
Però, in certi momenti, basta usare la tattica giusta per averne la meglio o, anche, per passarci in mezzo senza che se ne accorgano.

02

Grafica ed audio

Titolo non più di primissimo pelo ma ancora in grado di mettere alla frusta non solo PC ben carrozzati, ma anche vecchi catorci come il mio :mrgreen:
Il comparto grafico è molto buono, anche se ci sono stati dei momenti durante i quali ho dovuto killare il titolo perché stava andando a 3fps. Poi, dopo, ritornava fluido: misteri della programmazione azteca.
Da un punto di vista audio nulla da dire, anche se gli FPS non sono certamente il miglior genere, salvo eccezioni, per ascoltare colonne sonore incredibili.

03

Storytelling

New York, alieni, contractors militari ed alcune sorprese: tutto quanto fa spettacolo in questo nuovo gioco di Crytek.
La storia è interessante, divisa in ben 19 (19!) livelli di gioco; anche se alcuni momenti della narrazione, forse a causa del livello di difficoltà troppo facile degli avversari umani, inducono alla pennica.
Il difetto forse maggiore del gioco è la sua ripetitività ed una lunghezza di brodo un pelo… palo ossessiva.
Non male, ma avrebbe potuto esser migliore.
Doppiaggio totalmente in italiano, e niente affatto male.

04

Il mondo
New York, New York ed ancora New York.
Ma la vastità di locazioni da visitare è infinita: dalla metropolitana alle stazioni ferroviarie passando per Wall Street, Central Park e molto, molto altro.
Una città dilatata ossessivamente, quasi in maniera parossistica.
Una discesa agli inferi, quasi un “Cuore di tenebra” (o un “Apocalypse Now” per chi preferisce il cinema) videoludico, anche se, rispetto al romanzo di Conrad, manca il viaggio agli interni di quello che è il vero Inferno in terra: la psiche umana.
Il nostro Ade è questa New York devastata dagli alieni, mentre i nostri Caronte o, per meglio precisare, le persone che ci guideranno in questa discesa si alterneranno: si va dallo scienziato all’agente molto speciale della CIA, passando per i meglio e i peggio soggetti umani.

05
Giudizio
Crysis 2 è un gioco ambivalente, come Giano è bifronte o come la medaglia che presenta due lati opposti: a momenti di pura goduria si contrappongono periodi durante i quali vorresti sbudellare vivi i tre fratelli Yerli.
Il gioco vive un eterno dilemma, un’ambiguità di fondo: si va da momenti talmente facili da abbioccarsi ad altri talmente difficili che non sai neppure che pesci pigliare.
Il tutto tacendo di una Nanotuta 2.0 resa “idiot-proof” rispetto al primo, e spettacolare, capitolo.
Il gioco è molto lungo, a mio avviso lo è troppo.
In che senso troppo? Semplice: per dilatarlo si è perso di vista il continuum narrativo, il filo d’Arianna che lega tra loro luoghi, eventi e persone.
E’ un buon gioco? Si, vale la pena giocarlo.
E’ un capolavoro? Assolutamente no, ha troppi problemi, sia tecnici che artistici, che lo attanagliano.
Dopo due grandissimi giochi, Far Cry e Crysis, i tre fratelli tedeschi si sono presi forse una pausa di riflessione facendo uscire un titolo si da giocare ma che non eccelle in nulla.
E il paragone con i due augusti predecessori è a dir poco impietoso.

06

Pro Contro:
Bella discesa negli inferi di una Mela invasa dagli alieni
Ambivalente: a sezioni facilissimi si alternano altre troppo diffficili
Buon comparto audio La Nanotuta 2.0 è una presa per il culo
Totalmente in italiano, buon doppiaggio Allungato con brodo andato a male
Spinge sempre ad esplorare ogni fottuto millimetro quadrato di ogni mappa Perché posso portarmi dietro solo due armi?
Ogni opzione è ampiamente configurabile Non entrerà mai nella storia dei videogiochi
I Cef (alieni) sono veramente tosti, a volte troppo Storia troppo dilatata
Forse un po’ troppo meh  I CELL sono veramente un branco di crerebrolesi