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Non ci sono vincitori, solo sconfitti
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Non ci sono vincitori, solo sconfitti

A giorni alterni l’economia del Vecchio Continente riceve o lodi o critiche da destra e da manca.
Chi dice che alcuni hanno fatto i compitini (o’rly?), chi che la Francia è in ripresa (o’rly?), chi che il PIL tedesco è alle stelle nonostante tutto, che la Spagna è sempre la Spagna (o’rly?), che l’Irlanda è bella e verde (o’rly?). Mancano solo elogi a giorni alterni per Grecia e Portogallo e siamo a posto.
Però se ti dicono che l’Olanda è bella dinamica non ci credere. E lo stesso vale non per qualche altra economia di Eurolandia.
No, perché è il mondo intero ad essere sostanzialmente nella merda.
Ma, visto che mi disegnano stronzo, voglio concentrarmi sul mio continente.
Fotte sega quanto è costata la ripresa agli statunitensi: l’hanno causata loro!
Ma casa mia è pur sempre casa mia, no?
Ecco, se vi dicono che ha vinto qualcuno non credetegli.
Non ha vinto Keynes come vorrebbero farvi credere i liberisti di L’Italia s’è desta.
Non ha vinto la Bundsbank, non hanno vinto gli olandesi, e neppure i britannici.
No, non ci sono vincitori.
Ma c’è un solo, unico grande perdente: il posto di lavoro.
Ed ecco che, se non trovi nulla, pensi che avere una catena intorno al collo è meglio di zero.
Non sai quanto ti sbagli:
Lavoro precario
E, un consiglio: se dovete cercare un lavoro vi prego, vi supplico: scappate dall’Italia.
E se Confindustria o il suo house organ l’Unità vi dicono che la ripresa è iniziata e il peggio è alle spalle, fate una cosa: non credetegli.
1) sale il PIL, ma anche la pressione fiscale
2) e pure il numero di disoccupati, cassintegrati o di coloro che sono in cerca di prima occupazione
3) il tutto tacendo dell’instabilità politica.
Forse si vede che l’aumento del PIL serve solo ai confindustriali e non agli italiani.
p.s.: e mentre noi ci incazziamo loro, nel mentre, ci inculano:

 

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