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Italia vs Resto del mondo
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Italia vs Resto del mondo

dalla crisi non si esce facendo, magari persino meglio, le cose che fanno anche gli altri. Dalla crisi si esce facendo, al meglio possibile, le cose che sappiamo fare soltanto noi

Già: Italia e Italialand.
Da una parte, quella sbagliata, il più grande parco di divertimenti del mondo.
Dall’altra l’Italia che produce, crea ed esporta.
No, non sono due facce della stessa medaglia, che è quello che vogliono farci credere.
Da una parte esiste l’Italia delle Bellezza, del Turismo, dell’Enogastronomia, degli Alberghi, delle Grandi Mete (Roma, Venezia, Firenze, Milano, eccetera), delle Due e Quattro Ruote (nonostante Ducati e Lamborghini siano finite in mani tedesche).
Un’Italia che, da sola, potrebbe benissimo fare tantissime cose: produrre reddito e far crescere sto cazzo di PIL.
E, si, metterlo in culo alla Germania, alla Francia e all’Unione Europea.
E pure a Cinesi, Giapponesi, Coreani e Statunitensi.
Purtroppo, dall’altra parte, c’è la zavorra: Italialand.
Un’italietta che aspira ancora alle grandi fabbriche e fa fare ai Riva tutte le porcate che desiderano, facendo di Taranto il più grande cancrifico d’Europa.
Un’italietta dove Enrico o’nipote Letta “scopre improvvisamente” dei molteplici incarichi di Mastrapasqua.
Un’italietta dove un burocrate è più importante del Popolo.
E, no, non serve meno politica o meno Stato: semplicemente serve Buona Politica e uno Stato Efficiente.
E l’Italia, più che Efficiente, è Deficiente.
Nel senso etimologico del termine: mancante.
Manca di una politica che faccia piani ed investimenti a medio e lungo termine, che eviti gli interessi particolari (e qui spero fischino le orecchie a piddini e forzaitalioti) per quello generale, che guardi al Popolo e non alla bottega.
Finché Italialand prevarrà sull’Italia non dobbiamo meravigliarci se FCA se ne va, e se lo fa pure Electolux.
Il problema non è il “Cuneo Fiscale” (il classico dito dietro cui nascondere la propria incapacità) ma il Sistema Italia nel suo complesso.
Abbiamo un sistema giudiziario lento e qual è la soluzione che prospetta il ministro Cancellieri? L’indulto.
Creare un sistema giudiziario efficiente no?
No, sarebbe da Italia, non da Italialand.
Abbiamo distrutto il sistema scolastico e qual è la prima cosa che fa il governo Letta? Chiede soldi ai professori prima, poi ritratta e li chiede al personale non docente. E poi ritratta ancora.
Aumentare gli investimenti nell’istruzione no?
No, perché sarebbe da Italia e non da Italialand.
Abbiamo un costo del denaro elevatissimo e banche, a cui il governo Letta con la complicità della Boldrini ha regalato 7,5 (in realtà “solo” 4,5, e dandogli il controllo della nostra Banca Centrale) (ma, forse, sono 100 miliardi) miliardi dei nostri soldi, che non fanno più credito alle famiglie ed al tessuto produttivo italiano.
Dare quei 7,5 miliardi a chi investe per creare posti di lavoro no?
No, perché sarebbe da Italia e non da Italialand.
Abbiamo i servizi (energia, assicurazioni, eccetera) più cari d’Europa.
Fare in modo che se ne abbassino i costi no?
No, perché sarebbe da Italia e non da Italialand.
Pagare i debiti che le pubbliche amministrazioni devono alle aziende private, che attualmente ammontano a circa 70 miliardi di euro?
No, perché sarebbe da Italia e non da Italialand.
Vogliamo forse parlare di sanità e di tutti quei servizi in teoria pubblici ma in pratica privati grazie alla longa manus dei partiti?
Io sono contro le privatizzazione, dopotutto ormai è (quasi) tutto in mano loro. O degli amici degli amici. Di certo non nostra.
Fare il contrario no?
No, perché sarebbe da Italia e non da Italialand.
Risolvere il problema dell’alto costo delle “grandi opere”, che si protraggono a rilento pesando sulla tassazione collettiva?
No, perché sarebbe da Italia e non da Italialand.
costo chilometrico TAV
O li mandiamo tutti a casa oppure non meravigliamoci delle merdavigliose loro idee.
E non meravigliamoci neppure se, grazie alle stupide politiche economiche messe in atto dalla trilaterale PD-PDL-Centristi, l’Italia è in svendita a prezzi di saldo. E gli acquirenti sono, spesso, tedeschi.

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