Amore ed odio

E’ quello sbocciato tra Matteo “gnentist” Renzi e l’AD (forse è una versione manageriale del DG o del DS delle società sportive) delle Ferrovie Moretti (non Nanni, che fa il regista, bensì Mauro. Da non confondere, poi, con la birra Moretti).
putin
Prima il nos… vos… loro presidente del consiglio (quello che dice che il referendum in Crimea non è valido, ma dopotutto uno che è diventato premier con un “golpe bianco” può sparare tutte le cazzate che vuole, no? E guai a contraddirlo, altrimenti ti obbliga al confino a Pontassieve) dice che i manager pubblici non devono prendere più soldi del Presidente della Repubblica (circa 250.000 euro all’anno), che sono comunque un bel botto di soldi.
E il nos… vos… loro capo delle FFSS non è l’unico a prendere un bel botto di soldi.
La prima reazione del Moretti è stata: “se mi tagliate lo stipendio me ne vado”.
E quella di Renzi qual è stata?
Un bel vaffanculo stampato in fronte a Moretti?
No, un “parliamo, confrontiamo, resterà, eccetera” di democristiana memoria.
Un po’ quel ” i soldi te li levo dalla busta paga ma te li ridò tramite i benefit”
Il bello (o brutto) è che Moretti ha fatto il paragone con il capo delle ferrovie tedesche.
Che sono ampiamente in attivo, che hanno treni pulitissimi, stazioni splendide e funzionanti e tanto altro ancora.
Il suo parigrado alle SNCF (le ferrovie francesi) prende sui 250.0090 euro all’anno per gestire una rete ferroviaria molto più grande e molto più avanti di quella italiana, sia sulle tratte lunghe che su quelle locali.
Perché non ha portato ad esempio il collega transalpino invece di quello crucco.
E, soprattutto, perché non l’ha fatto The Gnentist?
In genere a pensar male si fa peccato, ma spesso ci si azzecca:
renzi moretti
Perché mentre il ministro dei trasporti Lupi ha detto chiaro e tondo a Moretti quanto andava detto, anche se in ritardo; l’ebecretino di Firenze, democristianamente, latita.