Cambio tutto

A Beppe Grillo non piace perdere o, se volete, gli piace vincere facile.
Due macroesempi:
1) quando zittì i rappresentanti del M5S sul reato d’immigrazione clandestina, perché non era stato oggetto del programma e che se fossero stati favorevoli avrebbero preso percentuali da prefisso telefonico.
Consultazione online e la linea ufficiale sbugiardata: il M5S vota contro il mantenimento del reato di immigrazione clandestina, con soddisfazione della base (non tutta), dei rappresentanti e sommo rosicamento della premiata ditta Grillo&Casaleggio.
2) le “consultazioni” con Renzi: andarci o no? Grillo (o lo staff) scrisse un post al vetriolo sull’inutilità di un confronto con Renzi. Consultazione online, la base sbugiarda Beppe, che va e fece una ben misera figura beccandosi un “Beppe, esci da questo blog” in fronte.
Io, così come tutti o quasi gli attivisti che votarono a favore del confronto, speravamo in un risultato diverso: che Grillo andasse non per fare un monologo ma per dialogare, per fare delle proposte programmatiche (reddito di cittadinanza in primis, poi no F35, no slot, no TAV, eccetera), e/o, in ultima analisi, per vedere il bluff renzusconiano.

Come ben sapete diversi mesi fa alcuni senatori del M5S furono espulsi perché chiedevano un confronto con il PD.
Vennero insultati come pochi, gli vennero rivolti i peggio epiteti (e, alcuni di loro, sono persone che hanno aiutato a fondare il Movimento), con un linciaggio mediatico degno del terzo reich.
Ora che è Beppe Grillo a volere il confronto (sulla legge elettorale e le riforme) con Renzi (il figlio spurio di Silvio B), nessuno che chieda scusa a quei senatori, nessuno che faccia mea culpa, nessuno che dica “abbiamo sbagliato”.

Torniamo a bomba, ovcvero al fatto che a Grillo piace vincere facile.
Vi ricordate la campagna elettorale del M5S?
“Faremo un nostro gruppo” con Di Maio che difese questa posizione con furore ad otto e mezzo da Lilli la Rottinulo contro la birra Moretti.

Niente mi leva dalla testa – posso avere torto, non lo nego – che mentre Di Maio diceva quelle parole, altrove il capo comunicazione del M5S Claudio Messora, ex berlusconiano, iniziasse o avesse già intavolato trattative con lo UKIP di Nigel Farage.
Non si spiegherebbe, altrimenti, il fuoco di fila (articoli, video e quant’altro) che d’amblet è apparso sul blog di Grillo a favore di una “possibile” (in realtà sicura) alleanza con lo xenofobo e omofobo partito britannico.
Per ultima la votazione online, condizionata da diversi fattori:
1) il fuoco amico pro Farage
2) il fuoco nemico contro The Greens – ALE
3) la mancata nascita (non è stato fatto neppure un tentativo! E per capirlo basterebbe leggersi le risposte che Messora da ai vari commenti su un video nel neonato canale 5 Stelle Europa), o tentativo di, del gruppo Europeo a 5 Stelle (fattibilissimo, se solo qualcuno non avesse già preso accordi diversi prima. Lo so, non ho le prove, ma nulla mi vieta di pensarlo, visto che 2+2 fa ancora 4)
4) la mancata presenza, nella votazione online, dei due eurogruppi “meno illogici”: The Greens – ALE e GUE/NGL; e la presenza di sole tre scelte: EFD, ECR (conservatori e riformisti) e il gruppo misto.
Si, ora a qualcuno piace vincere facile.
E passare da coerente a ConRenzi.
coerenza