Sporcarsi le mani

Parafrasando Bismarck:

La politica è l’arte del possibile, non un circo dove tentar miracoli impossibili.

Ebbene, Angelino Alfano con il suo partitino da zerovirgola, è riuscito nell’antica arte del miracol mostrare.

E’ vero che non è solo merito suo, anzi è soprattutto merito, o colpa, del partito di maggioranza relativa, ma ha fatto cassare l’articolo 18 ed approvare il job act, due vecchi pallini della destra schiavista.

Alle prossime elezioni, quali cassandre dal disio chiamate, le truppe elettorali grilline (o pentastellate, as you preferred) vi narreranno di come loro sono i buoni che vogliono il reddito di cittadinanza, che vogliono abolire i vitalizi, che vogliono abolire il job act e ripristinare l’articolo 18.

E’ vero quanto potrebbero affermare?

In parte si, in parte no.

Partiamo da lontano, partiamo dall’incontro tra Renzi e Grillo:

Orbene, a parte del mediocre cabaret da ambo le parti, hanno parlato di politica?

Hanno parlato seriamente di cosa fare, di cosa serve, di cosa necessita, secondo le singole visioni delle due parti in campo, per far ripartire il paese?

Hanno parlato di lavoro e lavoratori?

Hanno forse accennato alle riforme costituzionali?

O, piuttosto, non hanno fatto che un mero squallido spettacolo ad uso e consumo delle truppe cammellate di fan cerebrolesi di ambo le fazioni?

A mio avviso, e non sono la scienza infusa ma uno che adora usarlo, l’ultima risposta è quella valida.

Ora, quando gli iscritti (che hanno poca colpa, visto che Grillo nemmeno voleva incontrare Renzi, ed è stato costretto ad andarci dal voto in rete che ha per sempre cambiato i destini del Movimento 5 Stelle, relegandolo a forza di perenne ed asfittica opposizione inutile, a forza non propositiva e nemmeno distruttiva ma a semplice larva politica che fa da spettatore a quello che decidono altri senza aver voce in capitolo. Un voto che, inoltre, ha cambiato l’approccio comunicativo di Grillo nei confronti degli iscritti: se prima era neutrale, poi ha sempre fatto una campagna mediatica favorevole al suo pensiero. Che è un po’ come far campagna per l’insostenibile leggerezza del vuoto cosmico) decisero che “questo incontro s’ha da fare” e, molto probabilmente (io sicuramente, gli altri nmila non so), volevano che il M5S uscisse dalle sabbie mobili di sterile opposizione in cui si era impantanato per diventare pungolo e puntello critico ma anche costruttivo del nuovo governo in formazione.

Immaginatevi un governo Renzi in cui la maggior seconda forza di voti non era più il NCD di Alfano (anzi, a quel punto Alfano sarebbe probabilmente tornato da Silvio B) ma il Movimento 5 Stelle dei cittadini (per me Grillo e Casaleggio possono pure schiattar domani): niente cancellazione dell’articolo 18, nessun job act, nessuna legge elettorale illiberale e antidemocratica (non per nulla piaceva a Berlusconi), niente di niente (beh, oddio, magari qualcosa andava concesso: do ut des, no?).

No, nulla di tutto questo: svegliatevi, tornate in terra, tornate in Italia, tornate nella terra dove, per colpa di Grillo e Casaleggio, ora governano Renzi e Alfano facendo politiche di destra.

Ora, quando un eletto nelle file del MoVimento 5 Stelle vi si avvicinerà e vi dirà “Perché noi siamo belli, siamo puri, siamo onesti” gli potete ribattere “Ed anche tanto ma tanto stronzi”.

Non si vogliono sporcar le mani, vogliono governar da soli (auguri e figli maschi) prendendo “il 51%” (che, poi, basta poco più del 40% con l’Italicum…. se verrà approvato).

Se vogliono aver ragione comunque giratevi e ditegli:

Le mani sporche di lavoro profumano di dignità, le vostre mani pulite puzzano del sangue dei lavoratori

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