Un voto in cerca di lista

Questo è l’anno delle elezioni regionali, qui in Liguria.
Appuntamento elettorale estremamente importante perché, tra i contendenti, abbiamo:
1) Miss dissesto idrogeologico, al secolo Raffaella Paita, per il centrosinistra tendente a destra;
2) Federico “cemento” Garaventa per il centrodestra targato Berlusconi;
(oppure, perché non sanno neppure loro se correre uniti, divisi, moltiplicati, o cosa)
3) Edoardo “spese pazze” Rixi per i leghisti;

4) Alice Salvatore per il Movimento 5 Stelle (dove troviamo una manica di “looser” mica da ridere, gente trombata alle amministrative o alle europee… la rivincita degli eterni secondi? Ci sono, tra quelli che conosco, anche un paio di persone in gamba, che ovviamente non vinceranno perché troppo poco “panciste” e troppo attivisti/e);
5) un candidato da decidere a scopone scientifico (Pastorino? Pagano? Pastorino e Pagano? altri ancora da trovare?) per le varie anime della sinistra, che correranno unite ma anche no, perché Tizio non sopporta Caio che non vede di buon occhio la presenza di Sempronio.
Questo è il quadro dei candidati alla presidenza della regione, e sono sicuro che ne mancano altri di secondo, terzo ma anche quarto ed attico mansardato piano.
Ma la squadra?
Il programma?
Silenzio di tomba, con l’esclusione del Movimento 5 Stelle.
Alle primarie del PD si è parlato di millemila problemi, ma non dell’unico veramente importante: il dissesto idrogeologico e, di conseguenza, di come prevenire le alluvioni.
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Dopotutto il centrosinistra è solo 40 anni che governa la Liguria e Genova, si deve ancora ambientare.

Chi voterò?
Bella domanda.
Voterò la lista/squadra che avrà queste prerogative:
1) candidati, presidente in testa, non coinvolti direttamente nel rovinare e cementificare la Liguria;
2) candidati consiglieri e presidente che siano espressione del territorio, non paracadutati qui chissà da chi o perché sposati con;
3) candidati consiglieri regionali che siano preparati, che conoscano i meccanismi che regolano le procedure, che siano esperti su almeno una materia di cui la regione ha potere (protezione civile, sanità, bilancio, amministrazione del patrimonio regionale, territorio e ambiente, programmazione e pianificazione, trasporti, edilizia pubblica e privata, eccetera). Personalmente non amo i tuttologi, preferisco un candidato consigliere ben preparato su uno o due punti;
4) una lista che faccia dell’onestà e della trasparenza amministrativa (Regione casa di vetro, why not?) uno dei suoi punti fondanti, abbiamo già avuto troppe ammanettati all’interno del palazzo della Regione;
5) una lista che si presenti con un programma chiaro, attuabile, che non prometta mare e monti, che faccia dell’efficienza e della sburocratizzazione un suo vessillo, che punti alla tutela ed al riordino del territorio, alla democrazia diretta e dei cittadini, che faccia sue le battaglie di Acqua Bene Comune, che riorganizzi organicamente il sistema regionale dei trasporti, che valorizzi il territorio dicendo no a tutte le grandi e piccole opere inutili, e che punti principalmente alla prevenzione delle calamità naturali e conseguente attenuazione degli eventi calamitosi e dei conseguenti danni derivati.
E, soprattutto, che smetta di dare denari a destra e a manca solo per accaparrarsi voti facili.
oratori e bocciofile
oratori e bocciofile 2
bocciofile e park
Forse sarò ingenuo, ma io ho un concetto di res publuica (cosa pubblica) e di onestà e trasparenza un attimo diverso dai venditori e compratori di voti.
La lista che rispetterà tutte queste prerogative, o ad almeno i 3/4 di esse, sarà quella che avrà il mio voto.

Aggiornamento:
1) il candidato del centrodestra non è Rixi bensì Giovanni “Novi Ligure” Toti;
2) ci sarà un’altra lita di centrodestra, Liguria Libera, con candidato presidente Enrico Musso, trombato sia alle comunali genovesi del 2012 che alle Europee, professore ordinario di Economia dei Trasporti presso l’Alma Mater di Genova, mio coetaneo, nonché sen(a)tore della repubblica;
3) parte della sinistra ligure ha trovato il candidato in Luca “Aiazzone” Pastorino, sindaco di Bogliasco, parlamentare ex PD ed ora al fritto misto, in cerca della terza poltrona;
4) ma potrebbe esserci una seconda lista della sinistra ligure, non disperate e non vi sparate: ci pensano i compagni a farlo.

Aggiornamento 2:
Come Volevasi Dimostrare, ecco il secondo candidato della sinistra itaGliana: Antonio Bruno, sostenuto da Altra Liguria e Verdi.