Asterix e il regno degli dei

Sono Pazzi Questi Romani

regno deiPartiamo da un dato di fatto oggettivo: “Il regno degli dei” è, forse, uno dei fumetti di Asterix il gallico meno facili in assoluto.
Storia bellissima, per carità, ma estremamente particolare, con mille sfaccettature e particolarità che, nella traduzione nostrana, non hanno il giusto risalto.
Teniamo conto anche di un altro fattore: se non erro questa è la prima volta che viene usato la CG al posto delle più tradizionali animazioni 2D.
Orbene, mi sono accinto a vedere questa pellicola tenendo a mente questi due particolari.
E, lasciatemelo dire, questo è un piccolo gioiello.
Conosciamo i nostri cugini d’Armori… d’oltralpe per le loro commedie, per i loro film drammatici, per le risate e i pianti che ci hanno strappato con attori in carne ed ossa.
Ebbene, amici, ora possiamo definirli, assieme ai loro cugini nordci del Belgio (ma quanti cugini hanno i gall… francesi?) con cui hanno coprodotto e corealizzato questa pellicola, anche dei valenti animatori.
Per Toutatis!!!
Il film è un piccolo gioiello, anche se hanno usato il libro come sfondo e non hanno preso quei particolari che lo resero – in Gall… Francia uscì nel 1971, e un anno dopo da noi per i tipi di Mondadori – un piccolo gioiello: i “circhi-parcheggio” (una specie di drive-in romano) e i “bazar-tabernae” (centri commeriali ante litteram). Altri aspetti, come la campagna pubblicitaria volita da Cesare per promuovere la Dimora degli Dei, rimangono nella pellicola.
Ho, invece, un dubbio su alcuni personaggi romani che appaiono in primo piano nella versione cinematografica, ma essendo coerenti con la storia narrata non mi sono soffermato a fare ricerche.
Orbene: finalmente una buona, dannatamente buona trasposizione di un album del Gallico, ben diretta, con un’ottima coerenza narrativa, e che alla fine non ti fa rimpiangere la versione cartacea.
Bene, bravi, bis.

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