Big ben ha detto stop

La vita è fatta di decisioni.
Poi, ça va sans dire, ci torni su e ci ripensi, e cambiare idea non è solo normale: è umano.
Perché, citando Lowell, solo i morti (e mi gratto) e gli stupidi non cambiano mai idea.
Però è probabile che sia definitiva: il mio addio alla politica fatta in prima persona.
O, per citare Pasternak: la politica non mi dice niente. Non amo le persone che sono insensibili alla verità.
Attenzione: non all’attivismo sociale e solidale, ambientale, per il rispetto dei diritti umani, per il rispetto delle regole della democrazia e della trasparenza.
No, questo mio impegno continuerà, magari anche rafforzato dal non essere più accostato od accostabile ad alcun soggetto politico, con ancor maggiore impegno.
Però sarò sempre a disposizione di tutti, di chiunque, non importa il colore politico ma solo la coerenza nel fare, voglia portare avanti le mie battaglie sulla democrazia diretta, sull’ambiente e sui trasporti.
Per il resto, e già da tempo (ma ogni tanto è bene riaffermare certi concetti), Big Ben ha detto stop.
Però, dato che il link sopra e quanto accaduto, pare ci siano delle incongruenze, ho deciso anche di (per la seconda volta) mettere i puntini sulle i.
1) Messora è si, formalmente, cacciato dal M5S.
Però rimane, sia per il Grilleggio che per molti attivisti per finta (reputarlo credibile è da idioti), uno dei fari (di Silvio B) all’interno del Movimento.
Magari non cura più la comunicazione, probabilmente l’avranno messo in naftalina, non importa: la sua credibilità è 20.000 leghe sotto i mari, ed idem tutte quelle persone che lo reputano una guida.
2) il M5S non è più quello nato nel 2005. Per certi versi è cresciuto, ma per certi altri ha una forma di regressione infantilistica allucinante.
E’ cresciuto nella comunicazione, nell’andare in televisione, nel confrontarsi con gli altri.
E’ regredito in ogni altro aspetto della vita politica: il “celopurismo” non porta da nessuna parte, non dialogare – anzi, spesso insultare – le controparti, gli avversari politici denota una forma di infantilismo politico molto ma molto forte.
Sembrano, per certi versi, dei pre-renziani.
Dopotutto Renzi, ed il renzismo, non è altro che la risposta politica che la classe dirigente di molti partiti hanno messo in campo per contrastare, e per contrapporlo, al Movimento 5 Stelle.
Il blablabla del nulla, gli zerovirgola esaltati come incredibili risultati macroeconomici, le riforme e le controriforme dove tutto apparentemente cambi affinché nulla in realtà cambi nel gran gioco degli equilibri di potere.
Il “celonientismo” come contrappunto al nulla del “celopurismo”, con sullo sfondo la figura dell’impero mediatico di Draculoni, con al fianco il suo nuovo fidobau: Matteo Felpini.
Inoltre, per quanto riguarda la democrazia diretta, ora Grillo è credibile quanto Rocco Siffredi come relatore a un convegno di minidotati.
3) Il rapporto con il Meetup di Santa si è interrotto, soprattutto per ragioni personali (e, molto latamente, anche politiche).
4) quello che veramente detesto del Movimento 5 Stelle è la deriva personalistica incentrata su determinati parlamentari.
Parlo dei Di Maio, dei Di Battista, delle Ruocco, delle Lombardi, eccetera.
Venerati da folle di grulli come semidei, non sono altro che persone normali.
Anzi, alcuni di loro son quanto di più lontano di possa essere dai principi fondativi del M5S.
Grillo un tempo diceva agli iscritti ed ai simpatizzanti di studiare, conoscere, sapere.
Ora regnano sovrani il pressapochismo, l’ignoranza e l’insulto gratuito a chi la pensa in maniera diversa.
Attualmente alcuni… molti iscritti al M5S sono passati, da esseri che ragionano con la propria testa, a sembrar dei seguaci di qualche setta mistica tipo Scientology, o dei bravi soldatini in marcia. E che ripetono le notizie, talvolta vere, ma spesso bufale, che leggono su TzeTze, la Pravda grillina, per tutti i social network.
Per questo io dico: farewell to arms.

Anche perché io non mi sento in guerra con il mondo intero: preferisco dialogare.
Però, purtroppo, la classe politica attuale; ed i tre leader ne sono un esempio macroscopico, non essendo altro che demagoghi populisti che ripetono gli stessi concetti alla nausea, come dei vecchi dischi rotti; è incapace di fornire risposte serie ai bisogni dei cittadini, pertanto confeziona slogan di facile impatto e digeribilità, come le frasi dei baci Perugina o i libri di Fabio Volo.

corruzione