Obiettivi reali e pannicelli caldi

A proposito di obiettivi reali e realizzabili:
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E’ incredibile il misunderstanding e la minimizzazione del problema che i liberisti e i falsi liberali (si professano tali, ma in realtà sono solo iperliberisti. Vorrei ricordare che non vi è correlazione tra le due scuole di pensiero: il liberalismo riguarda la condotta individuale e politica, il liberismo l’economia. Ergo stanno tra loro come le zeppole e le zoccole) sia del riscaldamento globale che di tutti quei fenomeni e disastri (aumento delle polveri sottili nell’aria, smog, abbondanti precipitazioni, eccetera), sia ambientali che meteorologici, che stanno avvenendo in questi ultimi anni, il tutto senza creare alternative (no, il lassaiz-faire non è logicamente pensabile) oppure prove e/o dati scientifici e fonti di riferimento.
Vi faccio un esempio positivo di promozione del progresso nel campo della mobilità sostenibile: il  gestore autostradale britannico Higway England ha iniziato da diversi mesi a testare le corsie di ricarica wireless per le auto elettriche ed ibride (sono in fase sperimentale, il loro funzionamento era solo teorico e andava messo in pratica) su alcune tratte: Auto elettriche, allo studio delle corsie autostradali per la ricarica
Ora, che la colpa non sia solo e soltanto delle automobili (e delle moto) è ovvio e palese, visto che i fattori d’inquinamento sono talmente tanti che bisognerebbe intervenire, a livello governativo centrale e periferico, su tutti gli aspetti per ridurre, e con il tempo cercare di annullare, i fattori di emissione delle cd polveri sottili, e più in generale di ogni tipo d’inquinamento: dal riscaldamento domestico (intervenendo sui fattori di dispersione termica, per esempio, che sono i più o tra i più alti d’Europa), fino alla produzione industriale (o quel che ne rimane).
Il governo italiano avrebbe, se solo avessimo un ministro competente e non politico, una seria occasione di rilancio economico ed occupazionale sfruttando i risultati della “conferenza di Parigi” (COP21): totale ammodernamento dell’intero parco veicoli su gomma del trasporto pubblico, passando da autobus vetusti (la ATP, Azienda Trasporti Provinciale di Genova, ha gli stessi nodelli di autobus di quelli con cui io andavo al liceo… fate voi quante decadi sono passate) a piccoli e moderni mezzi elettrici e/o ibridi; ammodernamento della flotta automobilistica privata, vietando la circolazione ai mezzi troppo vecchi, limitando l’uso alle mostre e alle rassegne di quelli cosiddetti storici, e incentivando il passaggio a ibrido ed elettrico; fare un serio piano di ristrutturazione edilizia nazionale per abbattere sia la dispersione termica che quella energetica tramite l’ammodernamento di tutti gli edifici pubblici e privati; maggiori investimenti sul trasporto su rotaia locale a discapito degli investimenti sugli inutili, e talvolta dannosi, treni ad alta velocità; un serio piano energetico nazionale in cui si deve passare dall’utilizzo di idrocarburi fossili e del carbone al 100% di fonti rinnovabili (eolico, solare, marino, geotermico, idrico, biomassa).
Queste sono le quattro macroareee di intervento, poi ci saranno, col tempo, da risolvere anche altri problemi come l’inquinamento derivato dalle grandi navi sia passeggeri che merci, quello di origine aeronautica (no, non parlo delle scie chimiche o scie comiche, quella è una bufala e basta), e molti altri ancora.
Mi piace che uno sul blog del think tank dell’iperliberismo italiano, l’Istituto Bruno Leoni, dica che rispetto agli anni 70 lo smog a Milano è diminuito e, poi, non cita dati e fonti verificabili e attendibili.
Se questo è il giornalismo scientifico liberista allora anche le scie chimiche e i chip nel cervello assumono una loro valenza scientifica, e lo stesso si può dire di trasmissioni come Stargate, Mistero e Voyager.
Dopotutto da gente favorevole alle trivellazioni in Adriatico non è che ci si possa attendere chissà quali idee geniali: li devi essere vecchio dentro già in fasce.
Giusto per: i primi strumenti di misurazione del PM10 risalgono al periodo tra la fine degli ottanta e i primi del novanta; quelli per la misurazione del pm2,5 o inferiori (fino a 0,3µm) a questo millennio. Magari esistono polveri sottili da inquinamento atmosferico che non sono state ancora scoperte perché troppo piccole (e, ovviamente, se non si conoscono non si può neppure sapere di che origine sono) per gli strumenti attuali.

In questi giorni si è discusso molto sui provvedimenti di blocco del traffico presi da Milano e da alcuni altri comuni,…

Pubblicato da Ale Galli su Giovedì 31 dicembre 2015

E i pannicelli caldi?
Quelli del governo, grazie al ministro Galletti:
350267350268 350268a350269 350270Immagini tratte da Il Secolo XIX, tutti i diritti riservati.