Referendum contro le trivellazioni

Il 17 aprile si terrà il referendum contro le trivellazioni e le prospezioni, petrolifere e gasifere, lungo le coste italiane.
Il mio voto sarà uno e uno soltanto:
notriv
perché
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Mentre il resto del mondo, Cina inclusa, vira con decisione verso le energie rinnovabili l’Italia; il paese del sole e del mare (due fonti di energie rinnovabili), il paese di spiagge bellissime e incontaminate, di luoghi da favola, meta di un turismo che non sappiamo adeguatamente promuovere e sfruttare, nazione di altissima cultura ma che la riserva a quei pochi che la sanno cogliere perché non la pubblicizza e propaganda adeguatamente (e turismo e cultura possono essere tranquillamente il nostro petrolio, il volano del nostro rilancio economico, alla faccia di quegli idioti di centrodestra che “con la cultura non si mangia”. Sparatela in Germania o in Francia una frase del genere e siete costretti a scappare a gambe levate… ma noi siamo la nazione degli ennemila canali televisivi e degli idioti da stadio, pertanto non succede nulla); decide di puntare su petrolio e gas naturale.
Forse Matteo Renzi firmò il trattato di Parigi, più noto come COP21, nella speranza mal riposta di poter fare quello che piace a lui e ai suoi amici.
Dopotutto Minchionne… pardon, Marchionne, se ne uscì con uno spot che invitava i cittadini statunitensi a non comprare la Fiat 500 elettrica (linkino)

Auto che, nonostante l’appello di Mich… Marchionne, ha spopolato, ed è stata nominata Auto elettrica dell’Anno nel 2013.
Io voto SI contro le trivellazioni per mantenere intatto il nostro bellissimo mare: dal Veneto alla Puglia, dalla Liguria alla Sicilia.
Votate SI anche voi.
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Il Mediterraneo ha già avuto, e sconta ancora, disastri ambientali generati dal petrolio.
Il più famoso, e quello che fece più danno, fu quello della M/T Haven, al largo delle coste liguri. Ci volle molto tempo per ripristinare la situazione pregressa, per tacere delle lunghe ed infinite cause alle compagnie, petrolifera ed armatrice, per poi veder riconosciuti danni ridicoli.
Ma immaginatevi se nel Mediterraneo, il più grande e più trafficato dei mari chiusi, avvenissero disastri come Hexxon Valdez, M/C Prestige, Santa Barbara o, per citare il più famoso e recente disastro che ha vista protagonista una piattaforma petrolifera, quello di Deepwater Horizon?

Purtroppo per far vincere il secondo referendum contro il nucleare servì il disastro di Fukushima.
Deve servire un’altra Deepwater Horizon per andare a votare, e votare SI, contro le trivellazioni italiane nel Mediterraneo? Io mi auguro che siate così intelligenti da capire che un mare chiuso come il nostro non può permettesi disastri petroliferi di alcun tipo, altrimenti ci toccherà importare anche acciughe, scampi, gamberoni, orate, branzini, rossetti e tonni.
O siete così gigioni e muggini da preferire il pangasio?

Tweet decisamente carino del presidente della Puglia Michele Emiliano:

mentre questo favorevole al si (e conterraneo di Michele Emiliano), ha ottimi argomenti o no?

REFERENDUM NO TRIV Ho più volte rimarcato che tutta la questione sia una speculazione demagogica , fuorviante e …

Pubblicato da Simone Quaranta su Mercoledì 2 marzo 2016

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Per finire un piccolo excursus tra pro e contro e un link a una bella guida al voto utile sul referendum.
Però, prima, un piccolo appunto: se noi italiani mettessimo in regola (certificazione energetica) tutti gli appartamenti e i caseggiati, si spenderebbe si tanto subito, ma si risparmierebbe molto sul medio e lungo periodo. Giusto per: questo si che ce lo chiede l’Europa.
Se, dopotutto, in mancanza di un piano energetico nazionale, le nostre centrali a turbogas soddisfano ormai solo una minima parte del fabbisogno nazionale, forse non c’è tutto questo bisogno di gas naturale. O no?
Inoltre questa sarebbe, avessimo gente competente al governo (e, soprattutto, persone che rispettano l’esito referendario, vedasi alla voce acqua pubblica) un’ottima occasione per creare una discussione; franca, aperta e inclusiva; per un piano nazionale energetico basato su riconvertibili e vere rinnovabili, sulle energie verdi (sole, vento, mare), magari partendo dal desk energia del WWF, e nel pieno rispetto di quanto firmato a Parigi. Perché il petrolio e il gas naturale non fanno rima con rispetto del clima. Dopotutto abbiamo preso degli impegni a livello globale, e per quanto il bimbominkia Matteo Renzi sia un quaquaraqua, dobbiamo rispettarli. Dopotutto il 2015 è l’anno che cambiò il mondo dell’energia.

Oil Corporations vs Climate by AdolfoSehnert

Dopotutto se i maggiori produttori di petrolio del pianeta (gli arabi) stanno investendo altrove, se pure chi lavora in questo campo lo sta facendo, forse un motivo (a parte il fatto che petrolio e gas naturale non sono più redditizi, anzi) ci sarà, no?

Le ragioni del no:
1) I #notriv raccontano solo bufale (Formiche, Strade online, Ottimisti e razionali). Ma è un pericolo fondato o no??
2) ci sarà una perdita di posti di lavoro (Ansa)
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Il punto 2 è assolutamente vero, ma non sono mai state fatte rivoluzioni (come non ricordare il famosissimo caso delle miniere carbonifere inglesi?) senza tagliare qualche testa. E questa, più che una rivoluzione, dev’essere un radicale cambio di mentalità: dal vecchio (petrolio e gas naturale) al nuovo (sole, vento, mare); dalla dipendenza energetica alla produzione in proprio per il fabbisogno individuale e messa in circolo del surplus. Dopotutto, nei Paesi Bassi, c’è una cittadina senza strade… ve l’immaginate in Italia posti dove non si può andare in auto/moto/scooter? La gente sclererebbe dopo 20 picosecondi.
Se persino la Baviera, che è un pelo più a nord della più settentrionale delle regioni italiane, è tappezzata di pannelli solari… capito, lo fanno solo per farci sentire arretrati, in realtà sono pezzi di plastica e basta. O no?
E la risposta al tizio di sopra?
Beh, quello che non ha voluto accorpare il referendum alle elezioni amministrative è stato Matteo Renzi, non altri.
Sei il solito demagogo.
Ok, seriamente (anche sopra lo ero, giusto per):
1) ha perfettamente ragione, purtroppo questo riguarda i limiti dell’istituto referendario italiano, che prevede solo il referendum abrogativo con quorum (unici in Europa ad avere ancora il quorum, viva la democrazia diretta limitata e per finta, dove il popolo conta come il mitico due di picche), e non altre forme di consultazione popolare (con un’unica eccezione qui non applicabile);
2) no, falso, se la nuova legge lo permettesse si potrebbe continuare ad estrarre. Non date la colpa a chi abroga, ma a chi legifera male;
3) vedasi sempre i punti 1 e 2;
4) consiglio di cambiare pusher o di bere meno e meglio: nessuno ha mai parlato di trivelle alle Tremiti all’interno delle 12 miglia. Se, poi, si crede all’ubriacone del bar all’angolo che millanta di essere il cuggino del fratello della suocera della nuora dello zio del capo di Greenpeace, allora è un altro paio di maniche;
5) quella del gas pulito fa il paio con la benzina verde meno nociva della rossa, sul resto ha ragione;
6) non lo uccide, ma può ferirlo mortalmente in caso di fuoriuscita (e, in ogni caso, un conto è il turismo massificante della riviera romagnola,dove quasi tutti gli alberghi hanno la piscina; e un altro il turismo meno massificante di altre regioni italiane. Non per nulla la regione Emilia Romagna non è tra quelle che hanno chiesto il referendum;
7) nessuno ha mai parlato di terremoti, ma è altresì vero che le prospezioni ad onde sonore (airgun, e perché fa male secondo Greenpeace) non fanno bene alla fauna e flora ittica;
8) a questa osservazione veritiera ho già risposto sopra “le ragioni del no”
9) è vero che le rinnovabili non sono ancora il presente: ma cosa vogliamo aspettare per renderle tali? Un altro paio di secoli? 50 anni? Dopotutto il referendum parla di “al termine delle concessioni”, vogliamo dire che da qui a 10/20/30 anni non si può sviluppare il sistema delle rinnovabili in maniera tale da rendere obsoleti gli idrocarburi?
Posso dirlo: forse mi sento uno straniero in terra straniera, non so (il libro è fantastico, uno dei grandi capolavori della letteratura di ogni tempo).

Infine vi consiglio di leggere la bellissima ed estremamente ragionata e pacata guida al voto utile di Bufale.net.

Perché se non fermiamo le trivelle, poi dovremo chiedere scusa alle future generazioni:

Dopotutto: