La bufala di @unitaonline sul senato non elettivo

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Questo articolo, pubblicato dall’esimio Augusto Barbera sull’Unità del settembre scorso, contiene un coacervo di bufale, palle, panzane, bugie e distorsioni della realtà che fa impressione.
Prima di addentrarci nella ratio delle bufale vorrei far notare che vi è un interessate studio del nostro Senato sulle camere alte degli altri paesi europei e degli Stati Uniti (sia il senato federale che quello dei singoli stati della federazione)

Le Camere alte in Europa e negli Stati Uniti by AdolfoSehnert

Da questo interessante studio si evince che:
1) in Europa esistono stati federali (Germania, Austria, Svizzera, Belgio, eccetera) e centrali (Italia, Francia(*), eccetera)
2) in Europa esistono stati monocamerali (per esempio il Portogallo) e bicamerali.
[(*) in realtà la Francia è “decentralizzata”, più sotto c’è la spiegazione]
Quelli bicamerali si dividono in due grandi famiglie:
1) eletto direttamente dal popolo o scelto in altra maniera
2) perfetto o imperfetto.
Una piccola precisazione iniziale: in media (ergo: non vale per tutti) i senati non elettivi sono presenti in nazioni federali, dove sono la rappresentanza degli organi periferici (in Germania ed Austria, per esempio, il Bundesrat è scelto dai Lander/Stati e i membri hanno vincolo di mandato nei confronti dell’organo periferico che rappresentano). Un esempio di stato non federale a Senato non eletto è l’Irlanda, che ha una strana composizione (fonte: Wikipedia)

Attualmente il Seanad Éireann è composto da sessanta membri:

Undici sono nominati dal Taoiseach (primo ministro)
Sei sono scelti dai laureati di alcune università irlandesi:
Tre dai laureati della National University of Ireland.
Tre dai laureati della University of Dublin.
43 sono scelti tra cinque gruppi di candidati (chiamati Vocational Panels) da un elettorato che consiste di Teachta Dála (TDs) ovvero membri del Dáil Éireann, senatori e consiglieri locali. Ognuno dei cinque gruppi è composto da esperti di un settore, nella pratica sono spesso membri dei partiti rimasti esclusi dalla camera bassa.

Non è l’unica Camera Alta particolare che esiste in Europa, per fare un altro esempio quello sloveno è composto da (fonte: Wikipedia):

quattro rappresentanti dei datori di lavoro;
quattro rappresentanti dei dipendenti;
quattro rappresentanti dei contadini, artigiani e liberi professionisti;
sei rappresentanti dei settori di attività non economiche;
ventidue rappresentanti degli interessi locali.

Particolare il caso della Francia.
I cugini transalpini ora si definiscono “repubblica decentralizzata” (ovvero una forma di stato che, pur non essendo federale, garantisce un maggior grado di autonomia agli organi periferici rispetto allo stato centralizzato).
Qui il senato è eletto a suffragio universale indiretto.
Ovvero:
“I 321 membri del Senato sono eletti per nove anni a suffragio universale indiretto da un collegio elettorale di grandi elettori composto, in ogni dipartimento, da deputati, consiglieri generali, consiglieri regionali e da rappresentanti dei consigli municipali .Questo collegio elettorale è composto da 145 000 persone. I membri del Senato sono rinnovati per un terzo ogni tre anni. I senatori rappresentano le collettività territoriali e i Francesi all’estero.” (fonte).
Quello transalpino potrebbe essere un buon esempio di senato ad elezione indiretta da cui prender spunto, ma il Ministro per le Riforme Boschi ha preferito prendere la formula del Bundesrat tedesco e cassare la parte, che da noi sarebbe anticostituzionale, riguardante il vincolo di mandato.

Per ora, parrebbe che l’Unità e l’esimio Augusto Barbera (nomen omen) abbiano ragione.
Per ora.
Giusto per, tra le nazioni a parlamento bicamerale con la Camera alta non elettiva, figura la Bielorussia del dittatore Lukašenko. In genere a pensar male si fa peccato ma spesso ci si azzecca, non è che Renzi/Boschi/Verdini/Alfano si sono ispirati a lui? O, magari, al Kazakistan del dittatore Nazarbaev, che Alfano conosce bene (il Kazakistan, non Nazarbaev)?
Ma a me piace essere rompicoglioni, ed indagare fino in fondo, cosi sono andato a spulciarmi come vengono elette o nominate le camere Alte di alcune grandi nazioni Europee (negli Stati Uniti esiste il bicameralismo imperfetto con elezione diretta di ambo i rami del Parlamento).
Su Wikipedia vi è l’elenco completo delle nazioni, in tutto il mondo, a parlamento monocamerale; così come di quelle bicamerali (qui e qui).
Interessante cartina che mostra, a livello mondiale, le nazioni mono e bicamerali:

Unibicameral_Map

Partiamo da Occidente e, lentamente, ci spostiamo verso oriente:
Flag_of_Spain.svg

In Spagna la “Camera Alta” ha una composizione variabile di legislatura in legislatura ed eletta in modo misto.
Da Wikipedia:
Il Senato è composto da un numero variabile di senatori eletti con un sistema misto; attualmente essi sono 264 e vengono distribuiti nel modo seguente:

208 senatori sono eletti direttamente dal corpo elettorale con suffragio universale, libero, uguale, diretto e segreto, secondo un sistema maggioritario plurinominale che assegna il compito di eleggere 4 senatori a ciascuna provincia peninsulare, per un totale di 188 eletti; a quelle insulari vengono invece assegnati 16 senatori, di cui 3 vengono eletti in ognuna delle isole maggiori (Gran Canaria, Maiorca e Tenerife, per un totale di 9), mentre 1 senatore viene eletto in ciascuna isola o gruppo di isole minori (Ibiza-Formentera, Minorca, Fuerteventura, La Gomera, El Hierro, Lanzarote-La Graciosa, La Palma; 7 in totale). 2 senatori vengono infine assegnati per l’elezione a ciascuna delle città autonome di Ceuta e Melilla, per un totale di 4.

56 senatori sono designati dalle 17 assemblee delle Comunità Autonome, ognuna delle quali elegge almeno un senatore, cui se ne aggiunge un altro in più per ogni milione di abitanti residenti entro il territorio della rispettiva Comunità. L’elezione dei senatori in quest’ultimo gruppo è regolato in base a un criterio maggioritario attenuato, che premia i partiti e le coalizioni più votate alle ultime elezioni locali.

I senatori eletti a suffragio universale rimangono in carica per una legislatura di quattro anni, mentre quelli designati dalle Comunità Autonome possono essere sostituiti in qualsiasi momento (anche se di solito ciò avviene difficilmente e, quindi, anch’essi rimangono in carica per l’intera legislatura).

768px-Flag_of_Switzerland_(Pantone).svg

Svizzera, ladies and gentlemen, la Confederazione Elvetica, la più antica democrazia diretta del mondo. Mica pizza e fichi.
La Svizzera è uno stato federale, suddiviso in cantoni, nella quale l’ultima parola spetta al popolo.
Sono previsti dall’ordinamento svizzero tutti i tipi di referendum, e tutti rigorosamente a quorum zero.
Le modifiche alla carta Costituzionale possono esser presentate sia dai rappresentanti eletti che dagli elettori.
Quella elvetica è, a mio avviso, la miglior forma di moderna democrazia compiuta.
Non è perfetta, ma è quella che maggiormente si avvicina alla perfezione.
Il bicameralismo della confederazione è di tipo perfetto, ovvero le due camere hanno pari poteri.
Ecco due spiegazioni su come viene eletto il senato svizzero prese da due siti della Confederazione Elvetica:
1) I 46 membri del Consiglio degli Stati sono eletti ogni quattro anni dai cittadini aventi diritto di voto. Le elezioni sono organizzate dai Cantoni. In 25 Cantoni il primo scrutinio delle elezioni del Consiglio degli Stati avrà luogo il 18 ottobre 2015, contemporaneamente alle elezioni del Consiglio nazionale. Nel Cantone di Appenzello Interno, la Landsgemeinde (assemblea dei cittadini) elegge i consiglieri nel corso del mese di aprile prima delle elezioni del Consiglio nazionale. (fonte )

2) Il Consiglio degli Stati

Il Consiglio degli Stati («Camera Cantoni») è composta da 46 deputati. Questi ultimi sono eletti dai cittadini svizzeri aventi diritto di voto secondo le regole del diritto federale per un quadriennio. Ogni Cantone dispone di due seggi, tranne i Cantoni di Obvaldo, Nidvaldo, Basilea-Campagna, Basilea-Città, Appenzello Interno e Appenzello Esterno, che hanno diritto ciascuno a un solo seggio.
(fonte)

Per ora, limitandosi all’Europa occidentale, notiamo una cosa: escluse le nazioni monocamerali, la maggior parte degli altri stati sono di tipo federale (Germania, Austria, Belgio, Olanda) e la camera alta rappresenta le istanze degli enti locali.
In questo caso è interessante il caso del Bundesrat tedesco, che abbisognerebbe di una trattazione a parte, visto che è in atto una discussione, anche piuttosto accesa, per limitarne i poteri.

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Ponte tra occidente ed oriente, la Repubblica Ceca è l’incarnazione della tradizione e della cultura mittleuropea.
Nella Repubblica Ceca il senato è eletto direttamente dal popolo (fonte)
O, per citare Wikipedia: “Il Senato ha 81 membri, eletti per sei anni, rinnovati ogni due anni per un terzo, in circoscrizioni uninominali con sistema maggioritario a due turni (il secondo turno è tra due candidati con maggior numero di voti del primo turno – se nessun candidato ottiene il 50% + maggioranza al primo turno). Un candidato per il Senato non ha bisogno di essere iscritto ad un partito politico (a differenza della camera inferiore).”

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Romania, la nazione preferita da Matteo Salvini

Il Senato della Romania (in rumeno: Senatul României) è la camera alta del Parlamento bicamerale della Romania. Include 176 seggi e i suoi membri sono eletti per voto popolare diretto su base proporzionale ogni quattro anni. Ha sede al Palazzo del Parlamento a Bucarest, che ospita anche la Camera dei Deputati. (fonte Wikipedia)

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Polonia, la patria del mio autore fantasy contemporaneo preferito.

Il Senato della Polonia (in lingua polacca: Senat Rzeczypospolitej Polskiej) è la camera alta del Parlamento della Polonia. Consiste di 100 senatori eletti a suffragio universale e diretti dal Presidente del Senato (Maresciallo del Senato della Polonia) fonte: Wikipedia.

Stando all’esimio Augusto Barbera queste non sono nazioni europee.
Beata ignoranza o voluta disinformazione?