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Archive for video clip

L’ultimo Razziatore

E’ da poche ore disponibile, su Origin, la beta single player (ed anche quella multiplayer per chi ha l’Online Pass di Battlefield 3) di Mass Effect 3.
Ed è di nuovo tempo di far mangiare la polvere ai Razziatori: su, si svegli, Shepard.

Aggiornamento. Provato, giocato e già disinstallato. Il tempo totale di gioco è di un’ora e mezza scarsa. C’è la missione introduttiva, che fa largo uso do filmati in CG; ed un’altra, più action che CRPG.
C’è la Normandy, ci sono molti dei personaggi che abbiamo già apprezzato nei due precedenti capitoli della serie, c’è Cerberus eppure ho anche avuto una sensazione di inadeguatezza, di vuoto (a costo di ripetermi: si tratta di impressioni tratte da una demo!)
Già all’inizio appare una schermata che, in un CRPG, non vorrei mai vedere:

Mentre capisco la modalità “Storia”, che rende l’esperienza di gioco più simile a  quella di un’avventura pura, quello che mi lascia basito è la possibilità azione: quasi che abbiano voluto trasformare il gioco in uno sparatutto. Ma, quanto meno, per fortuna rimangono le altre possibilità di scelta.

Il combattimento l’ho trovato abbastanza frenetico (modalità gioco di ruolo), anche se non molto di più rispetto al precedente capitolo della serie. A mio avviso è penosa la gestione del party, peggiorata (anche se, lo ammetto, non sono andato troppo a scavare tra le opzioni) rispetto ai due predecessori, soprattutto al primo.

Ed ora non ci resta che attendere il 9 marzo, giorno d’uscita del gioco. Anche se, dopo la pessima esperienza avuta con Dragon Age II, mi sa che aspetterò e non poco per prenderlo.
Ma, comunque, prima o poi ci vediamo alla Cittadella.

Holy Graal, a witch!

Salem è un nuovo MMORPG in lavorazione presso Seatribe per conto di Paradox Interactive. Ha una grafica lievemente cartonesca, ma caratteristiche che paiono di tutto rispetto.

Massive Multiplayer Online Roleplaying Game.
Persistent and mutable world.
Crafting, farming and building.
Open PvP combat with permadeath.
Free to Play.

Tutto ciò è molto interessante, soprattutto l’accento posto sul crafting. Attività che, se ben implementata, offre molte possibilità di svago agli appassionati.

Intanto ascoltiamo due degli sviluppatori a proposito del gioco:

Quello che lascia perplesso non solo me è la faccenda del permadeath. Ok, è una caratteristica di Paradox, ma mi chiedo il motivo per implementarla. Quando si è soggetti a permadeath ci si sente veramente male ed allora le possobili reazioni del giocatore possono essere due:

1) sonoro bestemmione e disinstallazione immediata del gioco
2) lunghissima serie di imprecazioni in lingue improbabili come il sanscrito, l’islandese e lo swahili (che, improvvisamente, si conoscono perfettamente) e creazione di un nuovo personaggio

Voi che permamorto siete? Bestemmione e quit oppure poliglotta? Per saperlo fate come me: le streghe potrebbero esser dolci fanciulle.

WoW non è solo World of Warcraft

ma, pure, World of Warplanes e, ci aggiungo io, Kingdoms of Amalur: Reckoning.
Ok, il paragone con il primo si ferma alle iniziali del nome ed al fatto che entrambi sono dei giochi massivi. Anche se il titolo Blizzard è un vero MMORPG mentre l’altro è World of Tank con gli aerei.

Ma il paragone con il CRPG in uscita da EA a febbraio? Semplice: anche li ci sono gli gnomi!

Ma, se è per questo ci sono pure i Dokkalfar, una specie di elfi dalla pelle scura.

Tutto questo per dire che questa sera mi sono sacrificato ed ho provato per un paio d’orette la demo.
Com’è? Di primo acchito mi sembrava il figlio di un Oblivion in terza persona che ha fatto sesso sfrenato con Dragon Age II. Più andavo avanti e più mi rendevo conto che il gioco fa largo uso del copia&incolla non solo da DAII ma anche da altri titoli come, per esempio, l’ultimo Dungeon Siege, The Witcher 2 e Divinity II.
Hack and slash con combattimento dinamico e motore grafico iperscalabile: ecco, in poche parole, una breve descrizione di quello che avrebbe voluto essere l’anti Skyrim ma non lo sarà mai.
Prima di tutto è totalmente orientato alle console, più che al PC (il fatto che non possa cambiare i tasti di movimento non mi piace per nulla: a costo di ripetermi per la millemillesima volta io odio il sistema WASD, ridatemi le mie amate frecce!) ma questo può essere giustificato dal fatto che le prime soffrono meno la pirateria.
Non puoi cercare di combattere la miglior serie free roaming con un gioco che, pur in presenza di un mondo aperto, è totalmente guidato. Manca solo che la IA ti muova lei il personaggio per farti andare nel luogo dove fare la quest e poi siamo a posto!
E’ vero che un libro non lo si deve giudicare dalla copertina, ma le prime due ore della demo di Kingdoms of Amalur: Reckoning sono mortalmente noiose.

Italia, paese dell’assurdo

Se ci riflettiamo attentamente l’Italia è veramente il paese dell’assurdo. Ora abbiamo un governo tecnico, con persone preparate, competenti, professoroni, presidi e presidenti. Eppure la prima cosa che fanno per raggranellare un po’ di euro è vecchia quanto il mondo (quasi, suvvia): aumentare il prezzo della benzina. Un po’ quando nel medioevo aumentavano il prezzo del pedaggio sul ponte: ecco, lo stesso.
In quale altro paese occidentale un popolo che ama definirsi libero farebbe eleggere, senza poi fare una rivoluzione, una persona che possiede un impero editoriale e televisivo? Negli Stati Uniti o in Germania o in Francia o nel Regno Unito, paesi retti da note dittature komuniste, non può nemmeno candidarsi se non affida i suoi beni a un blind trust o li vende.
In quale altro paese in cui è presente tale tassa, un albergo di proprietà di una religione non paga l’ICI?
Abbiamo la classe politica più cara del mondo (stato più, stato meno), eppure questi vanno in televisione a dire che non è vero. Non gli crede neppure la buonanima di mia nonna, ma loro sperano d’incantare qualche beota.
In quale altro paese si prende una soglia che serve per preservare la salute dei cittadini e la si alza per tutelare gli interessi di qualche azienda? (questo avviene ovunque: la nostra tutela dobbiamo conquistarcela. Come? Semplice: rifiutando, in questo caso, di comprare ed usare smartphone 4G-LTE)
In quale altra nazione un ministro, scoperto con le mani dentro la marmellata, dichiarerebbe di non sapere chi gli ha comprato quella casa? Oh, ciccio, c’eri tu dal notaio od io?
Ma, dopotutto, questa è la nazione in cui ancora oggi diversi milioni di disperati credono alla versione del diversamente alto di Arcore su Ruby: per loro era, è e rimarrà la nipote di Mubarak. Fare prima una telefonata all’ambasciata egiziana a Roma pareva, ai loro occhi, da cafoni.
Siamo un vero e proprio parco divertimenti, mica un paese normale.

Pure il governo dei professoroni non è da meno di quello del bunga bunga e dei porcelli. Tra Malinconico (un nome, una garanzia) e Patroni Griffi (due cognomi come garanzia) è un revival dello scorso anno. Chissà se la saga continuerà prossimamente.

Di palo in fresc… frasca

In questi giorni sono impegnato a cercare un MMO Free2Play, e ne ho provati alcuni, tutti disinstallati alla velocità del fulmine o quasi: o per meri motivi tecnici oppure perché penosi.
1) Dragon Saga: titolo decisamente imbarazzante, con un comparto tecnico medioevale ed una UI pessima. Sembra più di giocare a Super Mario Bros che a un titolo pubblicato nel terzo millennio. Distribuito da WapPortal per il nordamerica e da gPotato per l’Europa.

2) FLYFF o Fly For Free: se un europeo vuole giocare con la versione nordamericana (l’unica in inglese, visto che per noi la scelta della lingua è tedesco oppure francese) deve ricorrere a un workaround. Lasciamo da parte le risoluzioni video che si possono scegliere, decisamente imbarazzanti, ma fare una versione in inglese anche per gli europei pare brutto? Oppure fare in modo che la versione americana funzioni senza trucchetti?

3) Remnant Knights: tecnicamente un gioco di nmila anni fa. Mi si dirà: proprio tu che, tutte le volte che si parla di MMO, tiri fuori DAoC? Si, ok, ma il titolo distribuito da GameSamba non è DAoC. E, comunque, per ora è uno dei meno peggio. Interessante la scelta di carriera che si può far intraprendere alla propria classe.

4) Lucent Hearth: gioco a mio avviso molto “femminile”, con tanto di segni zodiacali e possibilità di flirtare (dating component). Tecnicamente parecchio datato, ma pensavo peggio: giocabile.

5) Iris Online: o dei bug e dell’incapacità di programmare. Pesante come tre istanze di Skyrim su di un Pentium II con appena 256 di RAM e una scheda video 3dfx Voodoo Graphics, a mio avviso è poco o nulla compatibile con i sistemi operativi attuali (Vista e 7). Se poi del sistema di protezione GameGuard leggo, tra le varie cose:

If youhave an updated computer with dual core processors. This can cause thiserror to happen, because sometimes gameguard will assume its a “Speedhack”

mi vengono forti dubbi sulla capacità di programmare di certe nazioni orientali. Il post è del 2009, quando i dual core erano la norma. Ora siamo ai quad core. Il fatto /facepalm

è che la disinstallazione richiede il riavvio del computer.

6) Luvinia Online: “still waiting for new password via email”… e il cap level è al livello 83. Eeek!
Ok, giocato. Anche lui è tecnicamente superato, ma tra tutti è, forse, quello che più si avvicina ad Eden Eternal. Peccato che la distanza tra i due si misuri in secoli luce.

7) Dragon Nest: la mediocrità fatta MMORPG. Probabilmente è il migliore del lotto, ma il fatto che non possa rimappare la tastiera me lo rende ingiocabile (non amo il WASD, sono un “frecciomane”). Per il resto un prodotto tecnicamente e ludicamente onesto, con pretese da MMO “serio”. Peccato che, quando lo lancio, Esplora Risorse mi crashi e si riavvii in loop continuo. I nordamericani lo giocano sui server Nexon mentre gli europei sono ospitati su quelli asiatici di CheryCredits.

Uno dei pochi denominatori comuni è la presenza di pesanti ed invasive protezioni, come GameGuard, a tutela della sicurezza del giocatore. Comprensibili, ma farle più umane e leggere?

Conclusone: ci sono tanti anime MMORPG, ma EE è di un altro pianeta. Che alla fin fine il mio errore sia cercarne un clone? Non mi conviene, forse, o cercare un altro MMO F2P ben fatto e divertente oppure sbattermene altamente di quanto mi è successo e dell’inesistente supporto di AeriaGames e giocare ad un titolo che mi prende, a costo di farmare i soldi rubati con le daily quest o mettendo a ferro e fuoco dungeons di basso livello?

Rivoluzione

La Rivoluzione non è un pranzo di gala, non è una festa letteraria, non è un disegno o un ricamo, non si può fare con tanta eleganza, con tanta serenità e delicatezza, con tanta grazia e cortesia. La Rivoluzione è un atto di violenza.
Mao Tse Tung

La debolezza del pensiero unico

Ieri Beppe Grillo ha fatto suo il pensiero di molti italiani: Equitalia non piace. Ha pure

condannato la violenza di cui è stato fatto oggetto oggetto il, purtroppo, ben noto istituto esattoriale istituito da Calderoli e Tremonti.
Orbene, per condannare le parole di Beppe si sono levate molte voci, a destra come a sinistra, al centro come alle estreme.
Eppure, se lo si analizza bene, quanto scritto da Beppe è esattamente quello che pensano milioni di italiani. Forse si vede che i vari Capezzone, Serracchiani, Rodondi e Bocchino sono avulsi da qualsiasi realtà.

Forse costoro non sanno che, per la maggior parte degli italiani, c’è l’equazione, per di più esatta, che Equtalia = disumanità, burocrazia, paraocchi.
Quella Equitalia che, se ti manda una cartella esattoriale, prima la paghi e poi puoi fare ricorso. Quella Equitalia che, per prendere i soldi, sequestra appartamenti a poveri pensionati mandandoli a vivere in strada.

Quell’Equitalia che rappresenta uno Stato che da un lato “suicida” un pensionato di 74 anni chiedendogli 5000 euro per un errore commesso dall’INPS e, dall’altro, a Valentino Rossi concede di pagare a rate, con comodo, e con forte sconto. E taciamo il fatto che, qui in Italia, si chiedono tasse non pagate a gente morta da 38 anni.

Più che Equitalia dovrebbero chiamarla Disequitalia (che “ruba” ai poveri per aiutare i ricchi, vero Brunetta?). Questa volta veramente senza se e senza ma.

La profezia di Celestino

(non l’omonimo romanzo, bensì quella dei Maya)

Stiamo entrando nel 2012, forse l’anno della fine del mondo

o forse no.

Però vediamo com’è andato, da un punto di vista videoludico, il 2011.

Per i CRPG è stato un buon anno. E’ iniziato con The Witcher 2: Assassins of Kings ed è finito con The Elder Scroll V: Skyrim.
Interessanti pure le sorprese dell’anno. In ambito console la palma spetta decisamente a Skylanders, mentre su PC a Bastion. Il tutto senza dimenticare Deus Ex: Human Revolution oppure Two Worlds II. Anche i produttori indipendenti hanno sfornato titoli interessanti, tra i quali ricordiamo Avadon, Magicka e The Binding of Isaac.
Non mancano di certo cocenti delusioni come Arcania o Dungeon Siege III, ma l’anno è tutto sommato positivo.

Cosa che non si può assolutamente dire per i MMORPG.
Escludiamo per un attimo il da poco uscito Star Wars: The Old Republic: cosa rimane?
The Rift? Un gioco dalle grandi promesse rivelatosi un (brutto) clone di WarHammer Online.
Gods and Heroes? Se non avesse la stessa grafica di DAoC potrebbe anche risultare gradevole. Anche se, alla fin fine, è il solito themepark.
Forse si salva il comparto Free2Play, sia perché tutti i giochi di SOE lo sono diventati, che per le poche uscite valide di quest’annata pessima. Su tutti, ovviamente, Eden Eternal.

Brindiamo, che non ci rimane altro da fare:

Teoricamente il 2012 dovrebbe essere l’esatto contrario: pochi CRPG validi (Mass Effect 3) e un bel po’ di MMO sul tavolo. Su tutti Guild Wars 2.

Ecco l’erede di Eden Eternal!

Si tratta di Carpe Diem 2, un MMORPG coreano (EE è taiwanese) molto ma molto interessante, sviluppato da GNI Soft.
Se su MMOSite lo definiscono

GNI SOFT Announced ‘Kindergarten’ MMORPG Carpe Diem 2

siamo a cavallo.
Un filmatino esplicativo:

Anche se essere l’erede di un mito come Carpe Diem mica è facile:

Altro che SW:TOR, Guild Wars 1 e 2 e 3 e 4, WoW o LOTRO: Carpe Diem, perchè una capra al giorno leva il medico di torno!

I flame facili

MMORPG.com ha pubblicato, come ogni anno, i suoi GOTY.
Molti sono felici, altrettanto sono scontenti del fatto che abbia vinto The Rift.
E molti utenti si sono scatenati.
Alcuni con ovvie ovvietà:

The genre is bleeding and I don’t believe in it anymore.

mentre altri han fatto partire facili cannonate.
Alcune contro The Rift

Well, I guess it’s like everywhere else: money rules the world. And Trion has spent quite a lot of money advertising on this site. Am I implying the award was bought? Yup, I am.

Altre, più facili, contro SW:TOR

EAware’s World of Torcraft is… world of torcraft. All is said with that.

Dont feed the trolls?

This branch is no longer bleeding, we reached rigor mortis…

Piuttosto, da oggi è possibile acquistare Star Wars: The Old Republic

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