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Tre cani, due gatti e un ratto

Anche se, stando a quanto scrive Adam Tingle nella sua terza puntata di “New vs Old MMOs”, le gilde hanno, ormai, non solo un’importanza secondaria rispetto ai vecchi MMORPG (molti dei nuovi sono piu’ adatti a “soloer” e “casual gamer” rispetto ai vecchi. E DaoC, dal 40 in poi, in solo e’ un vero inferno.) ma hanno anche cambiato tipologia.
Un tempo la gilda era tutto: amicizia, lealta’, rispetto erano piu’ importanti di farming, istanze e spade sbrilluccicanti.
Ma, WoW docet, il mondo dei MMORPG e’ mutato (per me piu’ in peggio che in meglio, e lo dico da casual gamer con poco tempo a disposizione: l’avanzare dell’eta’ non aiuta): la gente deve avere la spada sbrilluccicante e l’armatura con gozziliardi di spalline, deve fare i dungeon Catablam, Cataflam e Catabong per prendere gli oggetti che gli permetteranno di accedere a Patapim e Patapam.
Orbene, per l’end-game, soprattutto se PvE, la gilda conta eccome. Ne serve una numerosa e cazzuta, che permetta a tutti di accedere ai contenuti finali (finali fino alla nuova espansione…) del titolo.
Ritornando su LOTRO e, partecipando con uno dei miei innumerevoli alt, ad un evento RP ho notato un fatto che mi ha lasciato basito e sgomento.
Gia’ sapevo della one-man-kinship di Palamorn e ne avevo gia’ parlato. Ora mi ci mancava le “few people kinship” di Elendhur (Heren Ranodur, dalla cui disgregazione e’ nato tutto) e di Maetthelion (Ombre del Bosco).
Io non so quale sia la strada migliore, se quella scelta da Luca/Palamorn (sciogliersi nei Nir an Barahir) o la creazione di una nuova Kinship nella quale far confluire tutti i (pochi) giocatori italiani rimasti su Laurelin interessati al Role Playing.
Io non ho la soluzione, e neppure mi interessa averla, ma so una cosa: le gilde/kinship di uno o due membri hanno la stessa utilita’ di “no gilda”.

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