La debolezza del pensiero unico

Ieri Beppe Grillo ha fatto suo il pensiero di molti italiani: Equitalia non piace. Ha pure

condannato la violenza di cui è stato fatto oggetto oggetto il, purtroppo, ben noto istituto esattoriale istituito da Calderoli e Tremonti.
Orbene, per condannare le parole di Beppe si sono levate molte voci, a destra come a sinistra, al centro come alle estreme.
Eppure, se lo si analizza bene, quanto scritto da Beppe è esattamente quello che pensano milioni di italiani. Forse si vede che i vari Capezzone, Serracchiani, Rodondi e Bocchino sono avulsi da qualsiasi realtà.
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Forse costoro non sanno che, per la maggior parte degli italiani, c’è l’equazione, per di più esatta, che Equtalia = disumanità, burocrazia, paraocchi.
Quella Equitalia che, se ti manda una cartella esattoriale, prima la paghi e poi puoi fare ricorso. Quella Equitalia che, per prendere i soldi, sequestra appartamenti a poveri pensionati mandandoli a vivere in strada.
Equitalia
Quell’Equitalia che rappresenta uno Stato che da un lato “suicida” un pensionato di 74 anni chiedendogli 5000 euro per un errore commesso dall’INPS e, dall’altro, a Valentino Rossi concede di pagare a rate, con comodo, e con forte sconto. E taciamo il fatto che, qui in Italia, si chiedono tasse non pagate a gente morta da 38 anni.

Più che Equitalia dovrebbero chiamarla Disequitalia (che “ruba” ai poveri per aiutare i ricchi, vero Brunetta?). Questa volta veramente senza se e senza ma.