L’esperto esterno

Tanto, tanto tempo fa c’era un’azienda in difficoltà, la Italia SRML, la quale mandò a chiamare degli esperti esterni per capire quali erano le cause del suo andar male sui mercati.
Si fecero avanti in tanti: diedero la loro opinione, provarono a risolvere quello che per loro era il problema, ma l’azienda andava sempre male.
Poi arrivò l’ultimo esperto, in ordine di tempo: Matteo Salvini (aveva lo stesso nome del penultimo).
Disse al titolare che la colpa era della Migranti SNC, azienda rivale a cui bisognava fare una guerra feroce.
Alcuni soci di minoranza provarono a far capire che la Migranti SNC non poteva essere causa dei problemi della loro azienda perché non erano in concorrenza tra loro ma non vennero ascoltati, così Matteo Salvini venne assunto con il suo programma “basta Migranti SNC”.
Così fu che Matteo Salvini si mise subito al lavoro?
Assolutamente no: sapeva che i problemi dell’azienda non erano dovuti alla Migranti SNC, ma il suo era solo un modo per passare da pochi soldi ogni tanto alla modalità “stipendio sicuro”, detta anche “posto fisso grazie ai fessi”.
Allora che fece per risolvere il problema che, a suo avviso, attanagliava l’Italia SRML?
Assolutamente nulla.
Però convinse sempre più soci che la sua visione era quella giusta, anche se sapeva che così non era.
Che non doveva far nulla, anzi: meno faceva e più persone erano convinte che fosse nel giusto.
Perché lavorare?
Ormai aveva raggiunto il suo scopo.
E niente e nessuno poteva, per ora, portargli via il suo sogno: il “posto fisso grazie ai fessi”.
Si, dalla minoranza aziendale ogni tanto si levavano voci contro,. Ma bastavano un po’ di “rosiconi”, “maalox”, “prendeteveli a casa vostra” (i prodotti della “Migranti SNC”) che le folle di impiegati ed operai di Italia SRML lo osannavano come il loro “Capitano”.
Ormai era l’apoteosi: sul problema Migranti SNC poteva permettersi di non fare alcunché.