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La rivincita degli hack’n’slash

Dragon Age 2 è molte , moltissime cose ma non è un CRPG. Non lo è nella misura in cui non considero CRPG giochi come Diablo o IceWind Dale, di cui sembra un figlio minore.
E’ vero che alcune vostre scelte influenzeranno la permanenza e/o le azioni di alcuni membri (due, se non ricordo male) della vostra squadra, ma basta questo per farlo ascendere all’empireo dei CRPG?
Il gioco parte con voi, Hawke, guerriero o mago o ladro, o maschio o femmina, ma sicuramente solo e soltanto umano, in fuga dal Ferelden, per la precisione da Lothering, e che approda a Kirkwall, nei Liberi Confini.
L’inizio è sempre uguale, a parte piccoli particolari che cambiano in base alla classe scelta (altri, piu’ avanti, saranno influenzati dal sesso del personaggio).
Se in Dragon Age Origins l’incipit del gioco variava a seconda della razza da voi scelta (umano, nano o un lercio elfo omo), qui no. Dopotutto la razza è una. Avrebbero potuto fare inizi diversi a seconda della classe scelta o del sesso, ma perchè sbattersi piu’ di tanto?
Appena arrivate a Kirkwall inizia il gioco vero e proprio.

Gameplay
Le meccaniche di gioco di Dragon Age 2 sono le stesse di qualsiasi altro RPG basato sul gruppo. Da questo punto di vista non ci sono particolari novità’ o stravolgimenti rispetto al predecessore. Anche se, purtroppo, la versione PC ora è priva della “visuale d’uccello”, ovvero della possibilità’ di una vista della situazione più’ dall’alto.
Inoltre il gioco da l’impressione di avere libertà’ di scelta, che, invece, il giocatore purtroppo non ha. Un errore imperdonabile, in un CRPG o in un gioco che per tale si vuol spacciare.

Stendiamo un pietosissimo sudario sulle “emoticons” durante i dialoghi, ad indicare se la risposta è buona, neutrale, cattiva, battagliera, che richiede l’esborso o il prendere denaro, eccetera. In pratica una perenne modalità “idiot proof” (a prova di idiota).
E le romance? Ci sono, sia etero che omosessuali. Ma non ci sono personaggi sensuali come Morrigan (se non, molto parzialmente, Isabela) o impacciate come Leliana (una c’è’, ma non esiste una romance collegata a lei. Pero’ ti da una quest di “conquista” sfiziosa e, per certi versi, divertente).
Pessima l’idea che le abilità “superiori” non si prendano tramite quest o insegnamento da parte di un NPC, magari con il quale si devono dare determinate risposte o batterlo in scontro diretto: no, esse sono già’ conosciute all’eroe, mentre i suoi compagni hanno delle abilità precipue. Nel primo capitolo, sotto questo punto di vista, il giocatore aveva molta più’ libertà di scelta.
Il tutto condito dalla piu’ assoluta mancanza di enigmi, anche di uno semplice.
Niente, zero, nulla, nada.
Inoltre il tempo di gioco e’ stato drasticamente ridotto: dalle oltre 100 ore di Origins si e’ passati alla quarantina di DA2.
Rigiocabilita’? Chi ha mai giocato due volte un titolo che definire mediocre e’ solo un gentile eufemismo?

La Costa Ferita, locazione che visiteremo innumerevoli volte:

Grafica ed audio
Grazie, graziella e pure grazie al. Era ovvio che il motore di DA2 fosse migliore del primo. Leggero ed estremamente scalabile, implementa anche le DirectX11 (ma, purtroppo, non le DX10, scelta che non capisco). All’occhio è più’ grigio, meno colorato del predecessore.
Purtroppo per godere di una vera grafica ad alta risoluzione dovrete scaricarvi a parte le textures ad alta definizione. Poco male, ma avrebbero potuto implementarle nel DVD.
La colonna sonora di DA2 è buona ma non eccelsa.

Lo splendore delle case signorili di Kirkwall

Storytelling
La storia narrata in Dragon Age 2 è una nonstoria. L’avventura del (o della) protagonista Hawke è un pessimo esempio di drama, mischiato a facili emozioni da telenovela di second’ordine ed a battutacce degne del peggior Bombolo. I personaggi, sia “giocanti” (arruolabili) che non che gravitano intorno al nostro eroe o alla nostra eroina sono colpiti da una serie di indicibili avventure e disgrazie, ed anche Hawke non se la passa troppo bene in questo senso.
Se a questo aggiungiamo le tensioni tra i maghi e i templari (la cui comandate è la classica sadica alla Crudelia de Mon), tra la città’ e Qunari (che, chissà’ per quale strana bizzarria, qui vengono rappresentati in maniera totalmente differente da Origins: hanno pure le corna), tra la città’ e gli Elfi, tra i buoni (voi) e i cattivi (tutti gli altri), condiamo il tutto con il fatto che il Tevinter non è affatto cosi’ lontano e siamo a posto.
Se Brecht scrisse una magnifica piece intitolata “L’opera da tre soldi”, in Dragon Age 2 la BioWare ci narra un dramma in tre atti talmente dozzinale da non valere neppure mezza corona.
Taciamo dei compagni che ci portiamo appresso: gli unici che si salvano sono la sensuale piratessa Isabela (interessanti i suoi battibecchi con il nano Varric) e Anders, il mago già’ presente in Dragon Age Origins: Awakening. Gli altri; da Fenris l’elfo emo a Varric il nano che fa cantare la sua balestra Bianca; da Aveline, la rossa imbranata, a Sebastian fino a Merrill, la giovanissima elfa dalish; sono dei comprimari di una pessima tragicommedia di quart’ordine, nonostante Varric sia la colonna narrante del gioco.
Perché’ tre atti? La storia di questo secondo capitolo non è un unicuum narrativo come in Origins, bensì’ è composto da tre distinte “ministorie” che hanno tra loro un intervallo temporale. Intervalli che, pero’, non mutano l’aspetto della citta’ o dei suoi abitanti, come se il tempo non fosse mai trascorso. Tre atti legati tra loro da vergognosi cutscene che lasciano spazio a molti, troppi interrogativi (Da chi ho comprato la nuova casa? Da    quanto ce l’ho? Quanto l’ho pagata? eccetera)
Ad alcuni la  scelta dei tre atti potrebbe piacere, ma il bello di un CRPG basato sulla storia è proprio il continuum narrativo, dall’incipit iniziale fino all’afflato finale. Qui, invece, hanno preso tre raccontini e li hanno uniti tra loro cercando, a mio avviso senza riuscirci, di narrare la storia di Hawke e, in parte, della città’ di Kirkwall (e della scoperta di un certo nano) Diminuendo, nel contempo, sia la difficoltà’ di gioco (il “normale” di DAO equivale al “difficile” di DA2) che le ore di gioco. Che sono comunque superiori a quelle di molti altri giochi attualmente in circolazione.
La storia ha dei momenti interessanti, ma sono talmente pochi da affogare nel mare della noia.
E, a mio avviso, alcuni dei momenti migliori del gioco sono dati dall’incontro con alcune vecchie conoscenze di Origins. Anche se, ripensandoci, questi momenti ci appaiono i migliori perché’ ci fanno riaffiorare ricordi di un gioco nettamente migliore di quello che dovrebbe essere il suo seguito? Anche se, anche in questo caso, non tutte le ciambelle riescono col buco: alcune incontri sono coeasi con la storia narrataci, altre delle mere forzature che paiono messe li per accontentare i fan del primo (chi pensa a un certo elfo ex corvo di Antiva ha fatto centro).
Il finale apre le porte a una ovvia espansione (nel senso che è la sua uscita è scontata, magari l’anno prossimo) oppure a un seguito sempre con serah Hawke. Finale a mio avviso brutto (attenzione: ci sono due “macro” finali, e li ho provati entrambi): tante, troppe battaglie contro tanti, troppi avversari. Quasi non fossero capaci di creare l’avversario finale, il megaboss di fine gioco (che c’è,    ma è solo lungo da ammazzare e dannatamente facile. Nulla a che vedere con l’arcidemone di Origins, per uccidere il quale serve tempo e una discreta dose tattica e strategica).

Uno degli innumerevoli dungeon uno uguale all’altro:

Il Mondo
Quindici uomini sulla cassa del morto e una bottiglia di rum. Quindici locazioni circa (dipende dai DLC), quasi tutte nella città’ di Kirkwall,  mentre le rimanenti sono nei dintorni. Quindici locazioni divise su tre mappe: Kiekwall giorno, Kirkwall notte, dintorni. Che fantasia…
E dungeon fatti con il metodo peggiore che si possa concepire: il copia&incolla, magari con l’unica differenza di qualche porta.
No, BioWare, il mondo di Dragon Age Origins era vasto, comprendeva città’, villaggi, tane di drago, case di streghe e molto, molto altro. Mentre quello del secondo capitolo è dannatamente piccolo e tutto uguale.

 

Ragni: ne vedrete così tanti da soffrir di aracnofonia

Giudizio:
Signori della BioWare, pensate veramente che rendere la saga di Dragon Age simile (o, per certi versi, uguale), per meccaniche, mondo e storia, a quella di Mass Effect vi possa aiutare? Non vi rendete conto che il mondo fantasy e l’universo sci-fi non hanno nulla in comune?
Con questo secondo gioco avete sbagliato quasi tutto.
Quasi, per fortuna, ma le poche cose ben fatte non salvano il vostro titolo dallo squallore e dalla mediocrità’. Un gioco grigio come la città’ di Kirkwall ed i suoi dintorni.
Bocciato.

Un giudizio differente, anzi due.

John Walker ha scritto su RPS  che se il gioco si fosse chiamato Dragon Age: Kirkwall non avrebbe ricevuto critiche cosi’ pesanti soprattutto da parte dei giocatori e, inoltre, sprona BioWare a creare un vero Dragon Age II.
Io non concordo, in primis perché’ la storia dell’arcidemone e dei Custodi Grigi e’ finita ed e’ tempo di raccontare altre storie ambientate nello stesso mondo. Inoltre un brutto gioco narrato male rimane comunque un’esperienza ludica negativa, si chiami Dragon Age Kirkwall oppure Homo Homini Lupus non ha importanza.
Mentre Arcalimon scrive una controrecensione:

Dragon Age 2.
Il gioco dell’anno, il gioco che la stragrande maggioranza del mondo videoludico attendeva è uscito, ha avuto successo ma ha sollevato qualche perplessità.
Premessa doverosa: ritengo questo gioco un buon prodotto, divertente e ben fatto e benchè di primo acchitto la sensazione sia quella di un gioco di caratura minore del Dragon Age originale, ad una più attenta riflessione ci sono elementi che non possono essere trascurati.Aspetto Grafico:
Dragon Age 2 ha una grafica superba, la realizzazione è molto molto buona ed il rework dei concept dei prole oscura in particolare rende questi personaggi più carismatici, più cattivi, più dannatamente corrotti.
Ovvio e palese è che non c’è una netta continuità fra i concept del gioco originale e quelli di questo secondo capitolo, tuttavia ritengo il lavoro svolto da BioWare sinceramente apprezabile, hanno rinnovato un comparto grafico già testato e consolidato, anche rischiando in qualche caso, azzardando dei cambiamenti che la maggior parte delle SH non avrebbe tentato. Squadra che vince non si cambia, così si suol dire in ambito sportivo ed è facile applicare questo stesso concetto anche al mondo videoludico, tuttavia mi sento di affermare che la scommessa è stata vinta. Il gioco è molto godibile, la grafica è molto buona.
Certo per chi è abituato al primo gioco, l’impressione iniziale sarà quella di un mondo più grigio, più cupo, ma ritengo che questa scelta rientri perfettamente nei canoni di un mondo che se per il Ferelden risulta ampiamente squassato da un flagello, per quanto riguarda Kirkwall non risulta essere di certo in situazioni migliori: Qunari che invadono la città, tensioni crescenti fra Circolo dei Magi e Chiesa, immigrazione enormemente aumentata dal Flagello del Ferelden.
Inoltre è necessario ricordare che Kirkwall resta pur sempre una prigione riadattata a città, non ci si può certo aspettare lo sfarzo di Amarantine oppure i paesaggi montani di Redcliffe.
No, Kirkwall è una prigione, è stata un luogo di schiavitù, corrotto dai malefici del Tevinter, è cupa ed è giusto che sia così.
Piccola nota: Il concept dei Qunari è stato totalmente rivisto, Sten era l’unico Qunari presente in Dragon Age Origins, personaggio silente che accennava raramente alla sua vita pregressa e raramente dava spiegazioni sulla sua civiltà.
I Qunari in Dragon Age 2 appaiono più carismatici, graficamente più definiti e carismatici, scelta anche questa azzardata, scelta non in linea con i canoni dettati dal primo gioco, tuttavia anche questa incontra il mio personale favore.
L’opinione generale è che il lavoro sia stato realmente ben fatto benchè sia possibile riscontrare poca varietà nei luoghi visitati, ciò però può far parte di una scelta voluta da parte di BioWare: Dragon Age 2 è il capitolo iniziale di una nuova saga (come il finale lascia chiaramente intendere) un capitolo che narra di come il Campione di Kirkwall sia diventato tale nell’arco degli anni, di come Kirkwall si sia evoluta nell’arco degli anni.
Tutto ciò rientra in un definito progetto, volutamente sviluppato ed incentrato intorno ad Hawke ed a Kirkwall come punto di partenza.Aspetto Tecnico – Combattimenti, Specializzazioni:
Il gioco è dannatamente più dinamico, molti se non tutti i puristi storceranno la bocca per questa innovazione, ma posso assolutamente affermare che questa componente dinamica dona una nuova vita al combattimento di Dragon Age senza per questo ridurne la componente tattica.
E’ sempre possibile in ogni momento mettere in pausa il gioco e rivedere posizionamento e tattiche dei propri personaggi, è sempre possibile alterare il loro comportamento, assumerne il controllo, ciò che è realmente cambiato è il cosi detto “Autoattack”, se nel primo capitolo era lento e macchinoso qui è dinamico e coreografico, prendete il vostro rogue e lanciatelo all’attacco, poi saprete dirmi se era meglio Zevran o Isabela (e no non guardate le forme).
Il sistema di specializzazioni dei personaggi è stato totalmente rivisto, meno “feat” globali ma un numero di “feat tree” più alto, ognuno con sue peculiari caratteristiche, con l’aggiunta di un albero personalizzato per il personaggio ed altri due che riguardano specializzazioni ad archetipo (es Berseker e Distruttore).
Cosa è realmente cambiato? Semplice, si può decidere immediatamente quale strada prendere, senza perdersi come nel primo capitolo in miriadi di scelte che ti obbligavano a passaggi inutili attraverso skill senza utilità se non quella di consentire il passaggio alla skill successiva che magari era l’unica che ci interessava di quella linea.
L’ottenimento delle specializzazioni anche è stato radicalmente modificato, in Dragon Age una specializzazione era ottenuta in base a determinate scelte durante il gioco, come ad esempio quella di “sniffare” o non “sniffare” le ceneri di Andraste, all’atto pratico le relazioni fra i personaggi erano meramente accessorie o volte ad ottenere un pezzo di equipaggiamento specifico per quel perosnaggio, oltre all’ovvio aspetto dell’approfondire la sua storia.
In Dragon Age 2 anche questo aspetto cambia, essere neutrali verso qualcun altro non porta a nessun beneficio, mentre essere Rivali o Amici consentirà a questo personaggio di sbloccare un determinato ramo di abilità. Il ruolo delle relazioni interpersonali assume una nuova valenza e benchè le storie dei singoli siano complessivamente più semplici di quelle di Morrigan o Sten in Dragon Age Origins, sono altrettanto godibili.
DA:O era in partenza un gioco di “casta” i Custodi Grigi erano il fulcro e tutti erano coprotagonisti, persino il nostro personaggio.
In DA 2 noi e noi soli siamo il centro della storia, una storia che attraversa vari anni, una storia fatta di molte tragedie.Storia:
Questo è l’argomento più caldo di tutti.
Giusto per essere chiari: Hawke non è un Custode e Kirkwall non è sotto la tutela dei Custodi.Questa premessa è doverosa poichè ho sentito molti lamentarsi di una storia piatta, molto meno “forte” di quella del primo, per questo è assolutamente necessario mettere tutto questo subito in chiaro.
Dragon Age 2 è un gioco “politico”, l’assenza dei Custodi Grigi così come della Prole Oscura (tranne in rari casi) fa immediatamente avvertire una “mancanza” all’interno del gioco, è ovvio, siamo stati abituati ad essere eroi votati alla morte (sia questa dovuta ai Prole oscura o al nostro Status di Custode dovuto al sangue corrotto che abbiamo), ovunque andiamo siamo circodanti da mostri, da magia, da demoni, il classico del classico.
In DA:2 noi siamo immigrati, profughi di una Nazione devastata, ospiti di una terra che chiaramente non ci vuole e dobbiamo farci strada per evolverci dallo stato di barboni a quello di signori di questa terra.
E non è un caso che i Custodi siano stati esclusi, in una “One-Man Saga” c’è poco spazio per l’elitarismo dei Custodi, c’è poco spazio per il Cameratismo di questi ultimi, benchè personalmente io ADORI i Custodi Grigi ed il loro “Lore” ho amato moltissimo la storia di questo DA2, perchè?
Facile, di qualcosa di sbagliato e ti ritroverai la persona pronta ad accoltellarti mentre ti muoverai all’interno della città, fai uno sgarro ad un mago e ti ritroverai il circolo contro, sgarra con i templari e ti renderanno la vita impossibile…. chiedi soldi alla persona sbagliata e te la ritroverai dentro casa a parlare con tua madre nel chiaro intento di intimidirti.
DA 2 è politico, dobbiamo ritagliarci il nostro ruolo, sfruttare le nostre amicize, costruirne di nuove ove necessario in vista del grande Cataclisma Finale, lo scontro nel quale tutto arriverà ad una conclusione violenta e barbarica.
ovviamente tutto questo si discosta ampiamente dalla storia di Origins nella quale era chiaro fin da subito quale sarebbe stato il nostro obiettivo e ci restava solo di percorrere la strada per raggiungerlo, in DA 2 il supposto obiettivo viene raggiunto alla fine del primo atto, eppure la storia va avanti e ci trascina nel maturare di contrasti neanche troppo sotterranei presenti già dal primo capitolo.
Chiesa e Maghi arriveranno allo scontro finale e NOI saremo l’ago della bilancia di tutta la vicenda.
DA 2 vive in un contesto di eterna incertezza, d’altronde anche nella nostra vita reale noi sappiamo quale è il nostro obiettivo, ma non possiamo prevedere cosa saremo costretti a fare per raggiungerlo e tantomeno cosa accadrà DOPO averlo raggiunto.

Conclusioni:
Ritengo DA 2 un grande gioco, un buon successore dell’indimenticabile primo capitolo e primo mattone nella costruzione di una saga che sono sicuro ci terrà attaccati ai PC anche con i prossimi DLC, come detto non è certo esente da pecche, non è perfetto e per caratteristiche sue proprie si discosta molto dal suo predecessore in quanto a scelte stilistiche, tuttavia lo ritengo davvero degno di essere giocato ed assaporato in ogni sua parte! Non lasciatevelo sfuggire.

Ma sopratutto… Giocatelo in modalità INCUBO e vi renderete conto di cosa significhe MORIRE DI MORTE VIOLENTA!

Ciao a tutti,
Arcalimon

Aggiornamento
La mappa del mondo di Dragon Age liberamente scaricabile:

Aggiornamento

Il primo DLC di Dragon Age 2 non si chiama Barbie crea la moda ma poco ci manca:

Chris Priestly made this thread on Bioware about the new DLC for DA2 – item packs. Here’s the quote:

>New item packs for Warriors, Rogies or mages are now available as DLC. You can purchase one class pack for 240 points/$3 or buy all three for 400 points/$5. Each packs contain powerful new weapons and armor for Hawke (per class),  and new items for followers.

These packs are now available for Xbox 360 and PC. Available for Playstation 3 as soon as possible.

More information on the DA2 add-on page.

If you want a closer look at the item packs Xeyska in this thread mentioned an album where you can view all of the new items. Looks nice – although you’ll have to pay if you want them.

Maggiori informazioni su RPGWatch.

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