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L’inutilità degli F35
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L’inutilità degli F35

Partiamo da lontano, ovvero dai tempi della guerra fredda.
In quel periodo si contrapposero due blocchi: l’Unione Sovietica ed il Patto di Varsavia da un lato; gli stati Uniti d’America e la NATO dall’altra.
Era un periodo di grandi pericoli, culminato con la crisi dei missili a Cuba ed il maldestro tentativo americano di invadere l’isola caraibica noto come Baia dei Porci.
Ambo le due superpotenze, URSS ed USA, avevano arsenali pieni di armi e bombe termonucleari. Ne possedevano un numero così spaventosamente alto da poter distruggere più volte questo pianeta.
In quel rischioso periodo, e per almeno due decenni, la difesa aerea nazionale era affidata essenzialmente ad un solo aereo: il mitico Lockheed F-104 Starfighter.
Questo aereo fu definitivamente radiato dall’Aeronautica Militare Italiana nel 2004; dopo essere entrato in servizio, nella nostra aeronautica militare, nel 1962.
I primi aerei che ne presero il posto furono dei Tornado ADV F3 (1995), seguiti da alcuni F16 e, infine, dal 2005 dagli Eurofighter Typhoon.

Acuni geni vorrebbero sostituire i nostri Tornado IDV (multiruolo) e AMX (aereo subsonico da attacco al suolo entrato in servizio nel 1989) con 90 esemplari del Lockheed Martin F35, aereo supersonico multiruolo che presenta alcuni difetti:
1) costa una cifra spropositata (indicativamente 130 milioni di dollari l’uno, manutenzione esclusa)
2) in caso di tempesta non può volare (anche un orbo, vedendo il progetto, si sarebbe accorto dell’errore). E non è neppure l’unico problema che ha (in inglese)
3) è strategicamente inutile, in quanto, ad oggi, non esiste un nemico dotato di aviazione. I “terroristi arabi”? Beh, loro vanno sui cammelli, non sui MIG. In questo caso servirebbero mezzi di terra seri, e non baracche come l’Iveco LMV, più noto come Lince (che, poi, ha una capacità a dir poco ridicola). Per tacere delle migliorie di cui necessitano Dardo ed Ariete.
4) la versione navale è l’unica ad avere un senso; ma un Harrier costa sui 30 milioni di dollari, cento milioni in meno rispetto al suo successore. E’ altresì vero che la produzione di questo aereo cesserà a breve, ma sarebbe stato opportuno creare un consorzio europeo, sulla falsariga di quelli del Tornado e del Typhoon, per la realizzazione di un caccia navale di tipo VTOL oppure APR (diciamo la versione navale del progetto francese nEUROn)
6) non è l’unico caccia al mondo, è solo il più costoso (se lo si voleva americano, a quel punto molto meglio il più collaudato F22 Raptor)
7) l’aeronautica italiana non è affatto messa male. Accanto ai relativamente vetusti F16 e Panavia Tornado, abbiamo l’Eurofighter Typhoon, un caccia europeo multiruolo (più adatto alla superiorità aerea che ad altro, ma comunque usabile in altri ruoli) di generazione 4.5 (sul quale consiglio la lettura di questo articolo). L’unica differenza tra questi e il velivolo statunitense, prezzo a parte, è quello di non essere completamente stealth. Anche se è in sviluppo una vernice per rendere maggiormente invisibile, visto che allo stato attuale lascia una scia radar minima, il Typhoon.

Molti favorevoli all’acquisto di codesto costosissimo aereo obbiettano che esso avrebbe delle ricadute occupazionali.
Come dicono (not only)nel mondo dei MMORPG, per sgamare un’autentica e mostruosa minchiata, O’RLY? Oppure: you are an idiot. Ma anche l’italianissimo Credici va bene.
Non sarebbe più opportuno che a Cameri si costruissero impianti nazionali per la progettazione, lo sviluppo e la costruzione del successore dell’ottimo aereo d’attacco al suolo noto come AMX, ovvero il progetto AMX2 chiuso in chissà quale assurdo cassetto? Da un punto di vista prettamente strategico un aereo subsonico d’attacco al suolo è, in questo momento, più importante di qualsiasi cacciabombardiere che viaggia più veloce del suono!
O partecipare a un eventuale concorso internazionale (europeo o meno) per la costruzione di un aereo d’attacco al suolo e supporto tattico alle truppe di fanteria, com’era un tempo il glorioso ed italianissimo G91.
Inoltre aziende italiane sono coinvolte nell’ottimo e fattibilissimo progetto nEUROn: un drone armato da combattimento con caratteristiche stealth totalmente guidato in remoto a cui AleniaAermacchi partecipa con il 22% di quote, per un totale di 90 milioni di euro: meno del costo di un singolo F35!
Da notare come la Svizzera, che è soltanto la forza armata meglio organizzata al mondo, ha preferito non comprare gli F35 e, in attesa di un nuovo aereo che abbia gli altissimi requisiti richiesti dall’aviazione elvetica, abbia scelto un velivolo decisamente datato: il SAAB JAS39 Gripen, che affiancherà gli F/A 18 Hornet.
I motivi per dire no al velivolo statunitense sono, come abbiamo visto, molteplici e diversi: strategico, economico, di fattibilità. E costituzionale.
Mi si potrebbe obiettare: ma per difenderci?
Vero, ma da chi?
p.s.: il ministro Di Paola è ufficialmente un coglione.
Piuttosto, se non credete a me spero che ascoltare le parole di Silvio Lora-Lamia vi possa esser d’aiuto:

Piuttosto chiediamoci “Perché davvero l’Italia vuole i caccia” e poi rispondiamoci: “Per garantire profitti all’industria bellica Usa“: a noi non  servono.

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