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Non dobbiamo privatizzare
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Non dobbiamo privatizzare

Dopotutto hanno ragione: perché voler privatizzare quello che pubblico non è più da molto ma molto tempo?
Scuola, ricerca scientifica, sanità ed altro sono ormai nelle mani di istituzioni private.
E non parlo di scuole private o di ospedali privati o di istituti privati.
No, per nulla, assolutamente no.
Quello che voglio dire è che tutto, in Italia, ormai è nelle ladre e voraci mani della peggior privatizzazione: i partiti.
E i loro amici.
Vi ricordate il mitico “salvaROTLFLtaggio” di Alitalia per non farla finire in mani franco-olandesi?
Ebbene:
1) ci hanno guadagnato i soliti noti, con la famiglia Colaninno in testa (e poi uno di loro fa il deputato con il Partito Democratico, e neppure si vergogna!)
2) ci hanno rimesso gli italiani, con la famosa creazione della bad company con tutti i debiti che abbiamo dovuto ripagare noi
3) ci hanno rimesso i dipendenti, costretti a subire o contratti capestro o calci in culo
4) e, alla fine della fiera, Alitalia andrà comunque ad AirFrance e KLM.
E questo grazie a Silvio Berluscconi.
O vogliamo parlare di quelle fatte da Romano “mortadella” Prodi quando era presidente dell’IRI, tra cui Alfa Romeo alla FIAT (Agnelli), SME alla CIR (De Benedetti) e Italsider all’ILVA (Riva)?
Oppure parliamo delle dismissioni più recenti, come Ansaldo Energia (la cui storia è estremamente interessante) passata alla Cassa Depositi e Prestiti?
O quelle future, tra cui probabilmente ci sarà quella di Finmeccanica?
O vogliamo parlare di Telecom, altra querelle che ha visto contrapporsi il centrosinistra (Colaninno) e il centrodestra (Tronchetti Provera), con la povera ex SIP che faceva suoi i prestiti onerosi che le banche concessero a questi due capitani (al massimo caporali) d’industria. E che, adesso, con ogni probabilità passerà agli spagnoli di Telefonica.
No, nulla di tutto questo.
Ci sono altri campi su cui i nostri prodi hanno già messo le mani.
Prendiamo la sanità: starnazzano che deve rimanere pubblica, che non deve diventare privata ma… è già cosa loro!
Se non si è iscritti al partito X, o alla lobby Y non si fa carriera, negli ospedali come nelle ASL, che di A(zienda) non hanno nulla!
O vogliamo parlare dei baroni universitari, altra incredibile piaga nazionale?
O iniziamo a liberarci dalle lunghe mani di avidi politici, di ottusi burocrati e di egoisti di ogni genere o non andremo avanti.
Anzi, sprofonderemo vieppiù in un baratro senza fondo.
E, poi, solo una lapide
italia-rip

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