Perché c’è un’altra Italia

un’Italia che non si sente rappresentata sempre dai soliti nomi&cognomi che son secoli che siedono in Parlamento ma l’unica cosa di cui sono capaci, a parte chiedere aiuto ai “tecnici”, è lo scaricabarile.

No, loro sono vergini, non hanno colpe e se le hanno e dell’altro: come se, nel passato, non ci fossero stati governi sia con Bersani che con Alfano o Casini o Fini o Rutelli o Maroni.
Ma non si accorgono che, intorno a loro, sta crescendo un’Italia nuova, diversa, che spinge per cambiare.

Un’Italia fatta di gente comune, che crede in quello che fa e lotta per ottenere cambiamenti e risultati.

Un’Italia che, miopi come non mai, bollano come antipolitica solo perché lontana dalle logiche spartitorie e partitocratiche; perché finalmente i cittadini, invece di delegare, fanno.

E’ il virus peggiore che una casta, una congregazione, un consesso può temere: quello della democrazia non più rappresentativa ma partecipativa: noi siamo perché facciamo, e non vi permettiamo di fare quello che avete sempre fatto: il vostro comodo.

No, da oggi si cambia, perché un vento nuovo soffia per la penisola: MoVimento 5 Stelle. Un vento che ha il suo primo sindaco a Sarego, in provincia di Vicenza, con Roberto Castiglioni.

 

E che potrebbe andare al ballottaggio in quel di Parma dove, poi, assisteremo alla strana e santa ammucchiata con quelli del PDL, dell’UDC, de La Destra e della Lega che correranno in massa per votare il candidato del PDmenoElle: perché il nuovo fa paura, vero?

Ci vediamo per le politiche, ci sarà da divertirsi.

E se pensate “ci basta aggiungere un posto a tavola”

vi faremo gentilmente notare che voi, diversamente da noi, da sempre sapete fare solo una cosa:

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