Giovannona Coscialunga

Giovannona Coscialunga Melandri alla fin fine ce l’ha fatta.
Con un carpiato con doppio avvitamento, sicuramente degno di miglior sorte o forse, si è rimangiata la parola e, grazie all’ex ministro Francesco Profumo e ai suoi favori (che ci sia del marcio in Danimarca? Non so a Copenaghen, ma io continuo a pensar male su quel di Roma; che forse è peccato, ma spesso ci si coglie) finalmente prenderà uno stipendio degno del suo passato ruolo di Ministro della Cultura e di ministro dello Sport e dei Gggiovani (e pensare che è più vecchia, anche se di qualche mese, di me; che son tutto fuorché gggiovane); e di quello attuale, ovvero di direttrice del MAXXI, il Museo d’Arte del XXI secolo (nel senso che nel prossimo lo buttan giù e ne costruiranno un altro, magari esteticamente peggiore?).
Si, perché la Giovannona, nell’accettare l’incarico, disse:

Vado gratuitamente a rilanciare un’istituzione pubblica

Per la serie: se stai zitta ci fai una figura migliore. Ma, dopotutto, non è colpa sua, o non tutta.
Il principale accusato è l’ex Ministro Francesco Profumo, che tra l’altro è stato nominato nuovo presidente di IREN il quale, in una botta di genio e con una figura retorica degna di maggior uso, ha dapprima nominato la biennale di Venezia, e successivamente il MAXXI, creando così anche un inutile doppione, “ente di ricerca”.
WoW, it’s incredible!
Che ricercheranno mai alla biennale di Venezia e al MAXXI?
Forse il bosone di Higgs, già osservato l’anno scorso in quel di Ginevra?
Forse la volta celeste alla ricerca di nuovi mondi per andare la, dove l’uomo non era mai stato prima?
La stratificazione pittorica nel rinascimento o la composizione dei colori in quel di Bruges?
Magari a Venezia, di certo non al MAXXI, dove ci si occupa solo d’arte (quale?) del XXI secolo.
O forse lo stipendio di Giovannona Coscialunga, che finalmente trova una giusta retribuzione commisurata non tanto alle sue reali capacità ma quanto alla sua lunga militanza nel PD?
Ai poster esposti al MAXXI l’ardua sentenza.