I falsi storici: disoccupazione

Da sempre si dice che il tasso di disoccupazione italiano è il più alto perché da noi il costo del lavoro (attenzione, non il cuneo fiscale, ovvero la differenza tra quanto mette il datore di lavoro in busta ed il netto percepito dal lavoratore) è alle stelle.
Ne siamo veramente sicuri?
O, per dirla all’americana:

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Ecco il report (outlook, in realtà) dell’Organizzazione per lo Sviluppo e la Sicurezza Economica (OSCE, o all’inglese OECD) per l’anno 2013 (sintesi in italiano):

mentre queste sono le note per quanto riguarda il mercato del lavoro nostrano:

Employment Outlook 2013 Country Notes ITALY by uncletoma


Non concordo con il fatto che la riforma Fornero possa portare, nel medio periodo, alla creazione di posti di lavoro stabili. Sempre che la schiavitù non possa esser considerata tale. Ma non si può esser sempre d’accordo su tutto, o no?
Orbene, una delle grandi leggende metropolitane è: c’è disoccupazione perché il costo del lavoro è alto.
Iniziamo con il guardare un’immagine:
disoccupazione
Qual è il paese con la minor disoccupazione? La Germania, a ruota la Turchia.
Quello con più disoccupati? La Grecia, a ruota la Spagna.
Ed ora un altra immagine:
costo del lavoro
Dov’è che il lavoro costa meno?
Estonia, Irlanda, Islanda, Spagna, Nuova Zelanda, Australia Portogallo, Grecia
Dov’è che il lavoro costa di più?
Germania, Lussemburgo, Finlandia, Cile, Austria ed Olanda (nella tabella manca il dato per la Turchia)
Siamo così sicuri che l’equazione costo del lavoro più alto significhi automaticamente meno posti di lavoro?
La Germania ha compiuto, nel tempo, un programma totalmente diverso dal nostro: mentre da noi le aziende fuggono all’estero o delocalizzano la produzione, con conseguente minusvalore del prodotto stesso, loro hanno incentivato la produzione locale tramite serie riforme fiscali (ovviamente non a favore dei decoder DTT per il fratello di) che hanno fatto si che le eccellenze nazionali rimanessero tali, e che addirittura aziende straniere (eg.la canadese Bombardier) andassero a produrre in Germania (dopo aver comprato la Daimler-Chrysler-Adtranz).
Se noi siamo un popolo così idiota da pensare che le nostre eccellenze siano il campionato di calcio, Mediaset e poco altro allora è giusto che si affoghi nel letamaio nel quale ci sta portando il detto “lo vuole l’Europa”.
Ad maiora


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