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I ragazzi speciali di Miss Peregrine
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I ragazzi speciali di Miss Peregrine

 

Il primo è è un libro nel quale chi è diverso (qualunque sia la diversità: omosessualità, problemi psichiatrici, razziali, eccetera) è inviso a certi “supernormali” (i nazisti, oppure i turchi con il genocidio armeno e quello curdo in corso nell’indifferenza generale, indifferenza che colpisce il genocidio arabo-palestinese da parte di Israele). E’, a mio avviso, l’essenza stessa del giorno della memoria: ebrei, omosessuali, oppositori, razze inferiori, persone con handicap, messi assieme, lontano dagli occhi e dal cuore, e sterminati. Con i ragazzi speciali nella parte degli ebrei (il protagonista, Jacob Portman, è il discendente di una famiglia di ebrei polacchi) e gli spettri e gli spiriti vacui nella parte dei nazisti.
Il secondo volume perpetua questa forma narrativa anche se tramite gli anelli si arriva a visitare epoche temporali diverse.
Il terzo libro è totalmente ambientato a Londra, sia in epoca moderna che in quella vittoriana (Devil’s Acre), con i cattivi che fanno meno paura e tengono meno in apprensione il lettore. E’ un libro decisamente inferiore rispetto ai precedenti, probabilmente scritto per allungare il brodo e che se non ci fosse stato nulla avrebbe aggiunto alla storia principale, se non aggiungere nuovi personaggi alla storia. Il finale è un po’ particolare, lo definirei “speciale”, anche se, ça va sans dire, ha una sua certa qual logica con il filo narrativo.

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