Lega Ladrona

La Lega Nord si prsenta sempre, ai suoi elettori, come il partito che vuole fare gli interessi del Nord Italia, che loro chiamano in maniera errata Padania, a scapito del resto della penisola. Il tutto, con il grido di “Roma ladrona”, facendo intendere ai propri interlocutori di esser persone serie, integerrime ed oneste.
Lo sono?
La risposta è un bisillabico secco:

NO

Intanto vi consiglio una lettura, un libro scritto da uno che è totalmente lontano dalle mie idee ma molto, troppo vicino a quelo che penso del partito “padano”: Umberto Magno di Leonardo Facco (di Movimento Libertario), ed. Aliberti.

L’incipit del libro è terribile:

«Il Bossi, nemico giurato del clientelismo dei “terroni”, ha sistemato il fratello Franco e il figlio Riccardo (avuto dalla prima moglie) al Parlamento europeo, come assistenti degli onorevoli. […] Degno delle migliori monarchie assolute prerisorgimentali, verrebbe da dire».

Il tutto tacendo del Trota, al secolo Renzo Bossi, pluribocciato ma premiato dal padre con un posto al consiglio regionale della Lombardia che è pagato con i soldi di tutti i contribuenti lombardi e non solo dei leghisti. Guardiamo questo grande pensatore esprimere la sua opinione sui “net-media” ed internet:

Dopo il pensiero debole del Trota (una facca da intellettuale montagnino), eccoci al pensiero forte dei leghisti.
Che ne dite se si parla di Milano Malpensa, noto aeroporto inutile ma terra di voti del nostro? Parlo ovviamente di quella cattedrale nel deserto varesotto che è Malpensa 2000, gestido dalla SEA e non il vecchio aeroporto di Agusta e Caproni.
Perché inutile? Perché si trova a mezza via tra Milano, che ha già Linate; e Torino, che ha Caselle.
Se non fosse un feudo di voti leghisti questo immenso e costosissimo progetto, voluto ai tempi dal fu Bettino Craxi, sarebbe già stato chiuso.
Oppure vogliamo discettare di CrediEuronord, la banca della Lega? O del suo salvatore Giampiero Fiorani tramite la Banca Popolare di Lodi? Vi passo una lettura interessante sul fallimento e delle persone ad esso associate.
O, venendo ai nostri giorni, l’ostinazione del partito di Bossi a non voler veder chiuse enti inutili, ma utili a livello clientelare, come le Province?
Interessante la prima pagina del Secolo XIX di oggi sull’argomento (edizione di Genova, quella del Levante aveva ben altro strillo):

E vogliamo discettare del geniale, perché pagato con i nostri (noi non leghisti che abitiamo al Nord e non sappiamo che è la Padania; ma anche di noi come Italiani del Nord, del Centro e del Sud) decentramento dei ministeri? Passeremo da Roma Ladrona a Monza Sborona? Il costo di questa operazione? Non lo sanno neanche loro!
Ormai, è inutile girarci sopra, la Lega come partito è un qualcosa di puramente “romano”, ovvero un coacervo di persone che fanno i loro sporchi interessi, e quelli del partito, ma non quelli degli italiani o, se mai sono esistiti, dei padani.
Per tacere della Lega come “difensore dell fede”: come si può credere alla buona fede di un movimento che passa dai matrimoni celtici e le ampolle del Po

alla “salvezza” e alla “purezza” della Cristianità? Un minimo di coerenza proprio no, eh?

Sentendoli mi domando se hanno mai letto la Bibbia o, e mi accontento, il Nuovo Testamento (se volete scaricarlo cliccate qui, l’Apocalisse di san Giovanni è pura letteratura).
Forse, probabilmente anzi, avevano ragione i Torino Posse, che nel 1992 ci davano un ottimo consiglio. E noi, idioti, a non seguirlo ma solo a canticchiare la loro canzone. Perché la Lega è, dopotutto, il risorgimento delle ruberie e delle consorterie di craxiana memoria. Per certi versi peggio, e di molto, rispetto al Partito dei Ladri.

FERMIAMOLI

Infine, per riflettere, un estratto dal documentario Camicie Verdi di Claudo Lazzaro.
E giusto per ricordarvelo, i deputati della Lega Nord condannati in via definitiva sono:

  1. Mario Borghezio – Eurodeputato: 750 000 lire di ammenda per aver trattenuto per un braccio un ragazzino marocchino di 12 anni. 2 mesi e 20 giorni definitivi in incendio aggravato da “finalità di discriminazione” per aver dato fuoco ai pagliericci di alcuni immigrati extracomunitari che dormivano sotto un ponte del fiume Dora a Torino.
  2. Umberto Bossi – Eurodeputato e Segretario di Partito: 8 mesi definitivi nell’ambito dello scandalo Enimont. 1 anno definitivo dalla Cassazione per affermazioni verbali di istigazione a delinquere in occasione di due comizi della Lega Nord a Bergamo, in cui si incitavano i militanti leghisti a “cacciare i fascisti dal Nord anche con la violenza”. Due condanne definitive per altrettante compiute affermazioni verbali di vilipendio alla bandiera italiana, la prima ad 1 anno e 4 mesi di reclusione con sospensione condizionale della pena, la seconda a una multa di 3 000 € (essendo nel frattempo intervenuta modifica in punto pena del reato all’inizio del 2006 ad opera del III Governo Berlusconi).
  3. Roberto Maroni – Deputato e Ministro dell’Interno: 4 mesi e 20 giorni per resistenza e oltraggio a pubblico ufficiale durante la perquisizione della polizia nella sede leghista di via Bellerio a Milano, per aver morsicato la gamba dell’ufficiale di polizia, dopo la caduta in terra. Il ministro degli Interni è, in pratica, un ex picchiatore, o morsicatore, di poliziotti. Che carriera.

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