Primati

Si parla sempre di primato della politica.
Ma cosa è il primato della politica?
A me sembra, piuttosto, la politica dei primati.
E primati nel senso di scimmiette: non vedo, non sento, non parlo.
E primato rispetto a cosa?
Alla società civile?
Ma la prima non dovrebbe essere al servizio della seconda?
E allora che primato sarebbe?
Nei confronti del privato?
Ma i partiti sono soggetti privati, che mettono le loro avide mani su tutto quello su cui possono allungarle.
E allora che primato è?
Nei confronti di chi?
E in base a cosa è stabilito?
Di certo non grazie al pensiero liberale, che mette al centro l’uomo.
Di certo non l’individualismo.
E neppure il cristianesimo.
Allora cosa?
In base a quale assurda teoria filosofica, sociologica o politica un soggetto non collettivo va oltre gli interessi della collettività per perseguire i propri?
E volendo pure aver ragione, trincerandosi dietro il “primato della politica”.
Quale primato della politica permette a Nichi Vendola di ricoprire due incarichi, presidente della Puglia e parlamentare, sommandone ambo i privilegi quando, la fuori, ci sono milioni di disoccupati?
Quale primato della politica permette a Matteo “gnente” Renzi e a Giorgio “The King” Napolitano di ricevere un condannato in via definitiva per frode fiscale, falso in bilancio e appropriazione indebita, rimettendolo al centro dell’agone politico?
Quale primato della politica permette a una serie di matrioske russe, di scatole cinesi, di interessi privati di avere il sopravvento sul benessere della popolazione?
Primato della politica?
Più che primato direi primate:
primate