I motivi del mio no all’Italicum

Partiamo da un dato di fatto: un paese democratico e liberale si basa su tre poteri:

1) potere esecutivo: in genere rappresentato dal governo
2) potere legislativo: in genere rappresentato dal Parlamento
3) potere giudiziario: in genere rappresentato dai giudici di ogni ordine e grado

che devono essere distinti e separati tra di loro, secondo la teoria enunciata da Montesquieu ne “Lo spirito delle leggi”: “Chiunque abbia potere è portato ad abusarne; egli arriva sin dove non trova limiti […]. Perché non si possa abusare del potere occorre che […] il potere arresti il potere […] In base al primo di questi poteri, il principe o il magistrato fa delle leggi per sempre o per qualche tempo, e corregge o abroga quelle esistenti. In base al secondo, fa la pace o la guerra, invia o riceve delle ambascerie, stabilisce la sicurezza, previene le invasioni. In base al terzo, punisce i delitti o giudica le liti dei privati […] una sovranità indivisibile e illimitata è sempre tirannica”
Che cosa succede. invece, con l’Italicum, prima legge elettorale occidentale a garantire la governabilità al 100% (chi vuole affermare il contrario è libero di farlo, portando prove inconfutabili di quanto afferma)?
Orbene: governo (potere esecutivo) e parlamento (potere legislativo) saranno in mano allo stesso partito.
E’ vero che questo, per certi versi,avveniva anche con il cd Porcellum, ma con dei distinguo:
1) il Porcellum, per quanto porcata, non garantiva la governabilità sicura in quanto
2) una delle due camere (Senato) poteva avere una maggioranza diversa da quella dell’altro ramo del parlamento (Camera), oppure dare uno scarto così minimo di voti da dover garantire a chi vinceva le elezioni la perfetta salute dei suoi senatori
(sarebbe bastato passare dal bicameralismo perfetto a quello imperfetto per riuscire nello stesso intento ed avere, parimenti, un maggior controllo democratico delle Camere sull’Esecutivo)
Mi si chiederà: ma così non è meglio?
Beh, se si cerca una “dittatura morbida” o una “dittatura della maggioranza” si.
Se il fine, invece, è un percorso democratico e liberale assolutamente no.
Dopotutto governo e maggioranza eleggono i membri non togati del Consiglio Superiore della Magistratura e di sua competenza della Corte Costituzionale.
Così si avrebbe che i tre poteri, che dovrebbero essere separati (e nei paesi a democrazia compiuta e liberali lo sono), finirebbero tutti nelle mani dello stesso soggetto politico.
Si, ma così si riesce a governare più velocemente e meglio.
Più velocemente si, meglio… beh, no, a meno di non voler imporre le tue idee a tutto il popolo italiano.

Facciamo un piccolo passo indietro: chi si ricorda come Renzi è diventato presidente del Consiglio e la Boschi ministro?
Ci sono state libere elezioni (no, le primarie del Partito Democratico non possono essere considerate tali), per caso, che hanno permesso all’ex sindaco di Firenze di diventare Primo Ministro?
No, giusto?
Ora, io non mi scandalizzo perché Renzi non è passato da elezioni, lo permette la Costituzione: è il Capo dello Stato che sceglie il Capo del Governo.
Ma chi sceglie il capo dello Stato? Beh, il partito di maggioranza… assoluta, con l’Italicum.
Cosa potrebbe avvenire, pertanto?
Che, chiunque vinca le elezioni; se per un ghiribizzo della segreteria del partito (PD), o del blog del Grilleggio (M5S), o per una giramento di bolas di esSeBi (FI/Cdx); potrebbe non essere il primo ministro dall’inizio alla fine della legislatura.

Prendiamo qualche esempio dall’estero:
nel Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda del Nord vige, all’interno di un sistema bicamerale imperfetto, un sistema maggioritario uninominale (un collegio=un candidato per forza politica+indipendenti=un vincitore). Il sistema vale solo per la Camera dei Comuni, in quanto la Camera dei Lord è formata da membri per diritto ereditario, ecclesiastici e da nominati, e tra le sue funzioni ha quella di emendare e porre veti alle leggi emanate dalla Camera dei Comuni;
negli Stati Uniti vi è un sistema estremamente complesso di poteri bilanciati tra loro, che prevede l’elezione del Presidente (Potere Esecutivo) degli Stati Uniti e, in separata sede (basti pensare alle elezioni di metà mandato), quella dei membri del Congresso (Camera e Senato) degli Stati Uniti (potere legislativo), dei Governatori degli Stati della federazione; il tutto tacendo di un potere giudiziario molto frammentato (Corti Cittadine, Corti di Contea, Corti Federali, Corti d’Appello, Corte Suprema) a seconda della giurisdizione del reato commesso (se è o meno federale);
in Germania vice, oltre a un bicameralismo imperfetto, un sistema elettorale proporzionale personalizzato (l’elettore indica chi vota) e corretto dalla soglia di sbarramento. Il sistema elettorale vale solo per la camera bassa (Bundestag); mentre la camera alta (Bundesrat) non è elettiva e i suoi membri sono scelti dai vari land proporzionalmente al numero di abitanti (indicativamente come l’Italicum), questo perché la Germania è uno Stato federale, composto da più Stati federati (Länder). All’interno di una struttura federale un sistema del genere può essere logico; ma al di fuori di uno stato federale, come nel caso italiano, è scientificamente sbagliato. Il Bundesrat tedesco si occupa dell’amministrazione federale, ha il potere di emanare leggi, inoltre tratta questioni relative all’Unione europea.
Nessuno di questi tre sistemi, e che di certo non rappresentano uno Stato agonizzante come l’Italia, garantisce al 100% la governabilità:
1) più volte si è dovuto ricorrere a “governi di coalizione”, in genere “lib-lab” (social-liberali e laburisti), ma con il primo governo Cameron si vide per la prima volta la “strana ammucchiata” conservatori e social-liberali;
2) esempio attuale: Obama sta governando avendo ambo i rami del Congresso in mano al partito Repubblicano;
3) più volte, in Germania, si è fatto uso a governi di coalizione, piccola o grande che fosse. Anche la Merkel: prima con la SPD di Schröder – Merkel I -, e in seguito con lo FPD (Liberali) di Guido Westerwelle – Merkel II -, per finire di nuovo con lo SPD, guidato da Peer Steinbrück con l’attuale governo – Merkel III. Da qui si evince che due dei tre governi Merkel sono frutto della cd Große Koalition
Volete vedere il sistema elettorale e di governo di uno dei più ricchi Stati d’Europa, ovvero la Svizzera?
Le elezioni avvengono con metodo proporzionale, ma l’elettore ha non solo il diritto di nominare un parlamentare, ma pure quello di “cancellare” un altro candidato, “cumulare” voti o, infine, operare una operazione di “panachage“.
Se il sistema elettorale è così complicato, chissà come sarà il sistema di governo… nulla di più semplice: i partiti maggiori, in base alla loro storia elettorale e ai risultati elettorali, contribuiscono alla formazione del governo, con un sistema definito “nuova formula magica
Se quelli che stan bene hanno sistemi complicati, perché noi vogliamo semplificare le cose? O ci piace far la figura degli eterni pezzenti?

Non solo satiraE VIA COSÌ11 gennaio, la ministra Boschi a 8 e mezzo: una esibizione d'impunibile arroganza, seppure…

Posted by Il Vernacoliere – Autori e Direttore on Lunedì 11 gennaio 2016

 

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p.s.: Oltre al NO al referendum costituzionale è importante dire SI al referendum che cassa la legge 52 del 6 maggio 2015, ovvero al cd “Italicum”.

Legge 52 del 6 maggio 2015 by AdolfoSehnert